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IL RICONOSCIMENTO

Aspromonte, primo via libera dell'Unesco per riconoscerlo geoparco

Il quinto Consiglio dei geoparchi Unesco ha espresso parere favorevole all’iscrizione di due nuovi parchi italiani,tra cui l'Aspromonte, nella rete globale dei geoparchi dell’Unesco
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Sentiero del Brigante in Aspromonte

Il quinto Consiglio dei geoparchi Unesco, l'organo tecnico di valutazione composto da esperti geologi provenienti da tutto il mondo, ha espresso parere favorevole, a seguito di un complesso negoziato condotto dal ministero dell’Ambiente, all’iscrizione di due nuovi parchi italiani,tra cui l'Aspromonte, nella rete globale dei geoparchi dell’Unesco. Si tratta del primo semaforo verde per la conquista del riconoscimento: l’esito finale sarà infatti deciso il prossimo marzo dal Consiglio esecutivo dell’Unesco.

Eccellenza Unesco

Il parco dell’Aspromonte, istituito nel 1989 in Calabria, comprende 37 Comuni e la provincia di Reggio Calabria e si estende per 65 milioni di ettari in una collocazione geografica unica, stretta tra Mar Ionio e Tirreno, che affaccia su panorami che abbracciano lo Stretto di Messina, l’Etna, le isole Eolie, i territori greci calabresi, il territorio di Locri e la Piana di Gioia Tauro. Ad oggi nella rete di eccellenza Unesco risultano scritti 161 parchi in 44 paesi. I geoparchi italiani riconosciuti nelle rete globale Unesco sono 9, ovvero: Madonie (2004), Rocca di Cerere (2004), Beigua (2005), Adamello-Brenta (2008), Cilento Vallo di Diano e Alburni (2010), Colline metallifere toscane (2010), Alpi Apuane (2011), Sesia-Val Grande (2013) e Pollino (2015). Il parco della Maiella, localizzato in Abruzzo dove si trova il massiccio più singolare dell’Appennino, si estende per oltre 74 milioni di ettari tra le province di Pescara, L’Aquila e Chieti, includendo 39 Comuni, e offre un affascinante paesaggio montano costituito da numerosi rilievi carbonatici che superano o sfiorano i 2000 metri, separati da valli e da pianori carsici.

Il via libera

"Il via libera del Consiglio ai geoparchi - evidenzia Pier Luigi Petrillo, a capo dei negoziatori ministeriali - riconosce la qualità del lavoro svolto dai due parchi in risposta alle raccomandazioni adottate nel 2018 e nel 2019 sui dossier trasmessi. Ora la parola passa all’Executive Board dell’Unesco che, nella prossima primavera, sarà chiamato a confermare le valutazioni tecniche a favore dei due nuovi siti italiani e di quelli proposti da altri paesi (Germania, Indonesia, Finlandia, Polonia, Danimarca e Grecia)". I geoparchi Unesco sono siti riconosciuti, a livello internazionale, unici per il loro patrimonio geologico, di elevato valore scientifico, estetico ed educativo. Un parco nazionale può essere iscritto nella prestigiosa rete solo se dimostra di avere introdotto efficaci meccanismi di tutela e gestione dei valori ecosistemici, assicurando al contempo lo sviluppo sostenibile anche mediante partenariati promossi tra i soggetti culturali, sociali ed economici della comunità del parco.

Fondi in arrivo

"Con questo primo via libera tecnico - osserva il ministro dell’Ambiente Sergio Costa - l’Italia torna a essere protagonista anche in questo settore dell’Unesco, potenziando la rete delle Zone economiche ambientali e offrendo agli altri Paesi membri dell’agenzia delle Nazioni Unite un modello di crescita che sappia coniugare la salvaguardia dell’ecosistema e lo sviluppo dei territori. L’Unesco conferma così l’efficacia di politiche che puntano, in modo consistente, sui parchi nazionali. Basti pensare che l’ultima legge di bilancio stanzia a favore dei parchi e per lo sviluppo delle Zone economiche ambientali oltre 150 milioni di euro in azioni e progetti concreti".

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