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L'INCHIESTA

Processi aggiustati, indagati due avvocati di Cosenza: c'è anche il sindaco di Rende

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Il sindaco di Rende, Marcello Manna

Processi “aggiustati”. La procura di Salerno ipotizza che due avvocati del foro di Cosenza, abbiano corrotto l’ex presidente della Corte di assise di appello di Catanzaro, Marco Petrini. Il magistrato, in cambio di somme di denaro avrebbe favorito l’assoluzione di Francesco Patitucci, presunto boss della ’ndrangheta cosentina, dall’accusa di concorso nell’omicidio di Luca Bruni, reggente dell’omonimo clan assassinato alla periferia di Rende nel gennaio del 2012.

La tesi sostenuta dal procuratore aggiunto campano Luca Masini si basa sulle rivelazioni rese dallo stesso togato prezzolato ai magistrati inquirenti ed è supportata da alcune immagini girate dalle microtelecamere installate dalla guardia di finanza nella sede di lavoro di Petrini. Gli avvocati indagati per corruzione in atti giudiziari sono Marcello Manna, già presidente della Camera penale di Cosenza e attuale sindaco di Rende e Luigi Gullo, penalista e appartenente ad una delle famiglie più in vista del capoluogo bruzio.

La pubblica accusa sostiene – sulla base delle stesse ammissioni fatte dal giudice Petrini che è assistito dagli avvocati Francesco Calderaro e Agostino De Caro – che il 30 maggio dello scorso anno negli uffici della Commissione tributaria provinciale di Catanzaro, l’avvocato Manna consegnò al magistrtato una busta contenente 2500 euro quale “acconto” relativo alla manipolazione del processo a Patuitucci.

Nell’ottobre successivo, Petrini avrebbe invece ricevuto dall’avvocato Gullòo nella cancelleria della Corte di assise di Catanzaro un’altra busta con all’interno 5000 euro, come seconda rata della prevista tangente. Infine, il 4 dicembre del 2019, dopo la sentenza assolutaria pronunciata nei confronti di Francesco Patitucci, sempre Gullo d’intesa con il collega Manna avrebbe consegnato altri 5000 euro in contanti – sempre nei locali della cancelleria catanzarese - al magistrato corrotto.

Ma non è finita. All’avvocato Marcello Manna si contesta di aver consegnato al giudice Petrini altri 2500 euro consegnati addirittura nella camera di consiglio della Corte di appello di Catanzaro nel maggio del 2019 per effetto dell’annullamento di un decreto di sequestro dei beni emesso in origine dal Tribunale di Cosenza nei confronti dell’imprenditore cosentino Antonio Ioele.

Gli avvocati indagati si protestano innocenti e tali dovranno essere considerati fino alla definizione della vicenda giudiziaria. Gullo e Manna sono difesi dagli avvocati Armando Veneto, Paolo Carbone e Anna Amato. Framncesco Patitucci è invece assistito dall'avvocato Stenio Bove. Il giudice reo confesso, Marco Petrini, sarà interrogato in sede di incidente probatorio nelle prossime settimane in ordine agli espiodi corruttivi descritti. L'inchiesta che ha portato all'arresto del magistrato catanzarese viene condotta dal procuratore aggiunto di Salerno Luca Masini.

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