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Infiltrazioni mafiose in Calabria, sale a 23 il numero degli enti commissariati

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Una immagine relativa all'operazione "Thomas" della guardia di finanza di Crotone

Sale a 23 il numero degli enti locali attualmente commissariati per infiltrazioni mafiose in Calabria, dopo che il Consiglio dei Ministri, la scorsa notte, ha deciso di mettere fine alle esperienze amministrative dei Comuni di Cutro (Crotone) e Sant'Eufemia d’Aspromonte (Reggio Calabria).

Tra questi enti, sono comprese due aziende sanitarie provinciali colpite da provvedimenti analoghi: sono infatti stati sciolti gli organi di direzione generale dell’Asp di Reggio Calabria e Catanzaro. In Calabria le infiltrazioni mafiose rappresentano la metà dei casi che hanno portato ad una interruzione anticipata della legislatura consiliare, a conferma della forte pervasività mafiosa.

L’ultima relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia ha dedicato una analisi ai commissariamenti per infiltrazione mafiosa deliberati nel 2019 e nei primi mesi del 2020 e delle ragioni alla base del forte interesse delle organizzazioni criminali per gli enti locali.

Per contrastare più efficacemente il fenomeno delle infiltrazioni mafiose la relazione suggerisce, tra l’altro, un rafforzamento del ruolo dei segretari comunali, un più attento controllo da parte dei gruppi interforze provinciali istituiti presso le prefetture (cui collabora la stessa Direzione investigativa antimafia) sugli affidamenti di appalti e servizi pubblici. Questi risultano spesso affidati a ditte legate ai clan locali e, infine, il monitoraggio dei flussi finanziari per individuare eventuali attività di riciclaggio. Fino ad oggi, per quanto riguarda la situazione calabrese, sono stati 121 i decreti di scioglimenti per infiltrazioni mafiose, di cui 8 annullati e 21 procedimenti archiviati.

Nel 2017 è stato registrato l’anno «nero» per la pubblica amministrazione regionale, con ben 12 decreti di scioglimento. La provincia più interessata da questo fenomeno è quella di Reggio Calabria con ben 69 decreti di scioglimento. Il procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, ha più volte sottolineato che «i Comuni sciolti per mafia saranno sempre di più», evidenziando anche che «il problema della Calabria sono i quadri della pubblica amministrazione». Ai numeri da record relativi ai commissariamenti per ingerenze della criminalità locale si affianca il dato relativo alle intimidazioni subìte dagli amministratori locali.

Il rapporto «Amministratori sotto tiro di Avviso Pubblico», diffuso nel giugno scorso, segnala 53 atti intimidatori avvenuti nel solo 2019. Nella triste classifica, la Calabria è la quarta regione italiana, preceduta da Campania, Puglia e Sicilia.

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