Mercoledì, 12 Agosto 2020
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IL CASO

Asp Catanzaro, stampanti nuove tenute in archivio: strumentazione trovata nel capannone di Girifalco

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L'Asp di Catanzaro

Per un anno sono rimaste ferme nel magazzino di Girifalco. Imballate, impolverate e soprattutto inutilizzate: si tratta di 200 stampanti che l'Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro aveva acquistato circa un anno e mezzo fa, ma che poi non ha mai distribuito agli uffici. La terna commissariale dell'Asp, guidata dalla prefetta Luisa Latella e affiancata dai commissari Franca Tancredi e Salvatore Gullì e con il supporto del direttore sanitario Ilario Lazzaro e quello amministrativo Francesco Marchitelli, hanno scoperto l'ennesimo sperpero di denaro pubblico. Passando al setaccio l’intera Azienda, i commissari prefettizi hanno scoperto che all'interno del capannone adibito a magazzino a Girifalco erano presenti duecento stampanti acquistate circa un anno fa tramite Consip e che dovevano essere destinate alle strutture dell'azienda provinciale. Cosa però mai avvenuta.

Nel frattempo, l'Asp aveva un contratto di comodato d'uso per la fornitura di stampanti per tutta l’azienda; contratto anche oneroso, considerato che gli uffici liquidavano alla ditta catanzarese oltre 700mila euro all'anno. L'ennesimo sperpero di denaro pubblico venuto a galla solo grazie al lavoro meticoloso della terna commissariale, nominata alla guida dell'Asp a seguito dello scioglimento per infiltrazioni mafiose.

Che il vento sia cambiato all'interno dell'Azienda sono in molti ad averlo notato: i commissari hanno già dismesso il contratto di comodato d'uso, tant'è che la ditta ha già iniziato a ritirare le stampanti a noleggio. Così come i commissari stanno facendo distribuire le stampanti acquistate un anno fa.

Un episodio che riaccende i riflettori su un'altra scelta “discutibile” fatta dai dirigenti che in passato hanno amministrato l'Asp: quello di trasferire a Girifalco tutto il magazzino dell'ospedale di Lamezia.

Non solo infatti sono state trasferite le cartelle cliniche (che per legge dovrebbero restare nel presidio sanitarie) ma anche l’intero magazzino con il materiale di utilizzo quotidiano del “Giovanni Paolo II”. Una decisione che di certo non fa risparmiare tempo e soprattutto denaro: ogni mattina infatti da Girifalco viene caricato un furgone con materiale vario, come prodotti igienici e cartoleria, per poi essere scaricato all'ospedale lametino. Mentre prima era tutto negli scantinati del nosocomio, oggi rimasti completamente vuoti.

Naturalmente, in passato sono state affrontate anche le spese per adeguare il capannone di Girifalco, soprattutto per quanto riguarda la parte che contiene le cartelle cliniche, dove è stato necessario spendere parecchi soldi per l'adeguamento del sistema antincendio. Mentre a Lamezia era già tutto esistente e funzionale. Oggi, quegli scantinati vuoti del “Giovanni Paolo II” sono l'emblema di come negli ultimi anni la sanità lametina sia stata letteralmente svuotata.

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