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Video sui social con un'arma alla cintola, pentito di Cosenza torna in carcere

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Adolfo Foggetti nel video "incriminato"

Vacanza finita. Torna in carcere Adolfo Foggetti, 46 anni, pentito della 'ndrangheta cosentina, condannato con sentenza definitiva per concorso nell'omicidio di Luca Bruni, "reggente" dell'omonimo clan fatto sparire con il sistema della lupara bianca, a Rende, nel gennaio del 2012.

Foggetti, che ne fece successivamente ritrovare i resti, è stato arrestato per ordine della magistratura di sorveglianza di Roma alla quale la procura antimafia di Catanzaro, diretta da Nicola Gratteri, aveva nelle scorse settimane inviato un nutrito fascicolo d'inchiesta.

Il collaboratore di giustizia, infatti, nei mesi scorsi aveva pubblicato un video sul suo profilo Facebook in cui si mostrava con un'arma alla cintola e mentre lanciava banconote sul divano del salotto di casa. Un comportamento ritenuto dalla magistratura antimafia e, nello specifico, dal pm distrettuale Vito Valerio, assolutamente irrituale e inopportuno.

Adolfo Foggetti, luogotenente di Luca Bruni, tradì il suo capo portandolo ad un appuntamento-trappola e partecipando alla sua eliminazione. Dopo l'omicidio entrò a fare parte della "Nuova famiglia" che soppiantò di fatto la cosca Bruni a Cosenza e Rende. A capo del sodalizio si pose Maurizio Rango a sua volta poi condannato all'ergastolo con sentenza definitiva proprio per l'assassinio di Bruni.

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