Sabato, 19 Settembre 2020
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"LUCCIOLE E LANTERNE"

Matrimoni fra cinesi e italiani per la cittadinanza, 11 misure cautelari a Catanzaro

Favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e sfruttamento della prostituzione. Sono queste le accuse contestate dalla Squadra Mobile di Catanzaro, diretta dalla Procura della Repubblica di Catanzaro – Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 11 persone.

Le misure cautelari (per 5 indagati sono stati disposti gli arresti domiciliari e per 6 l’obbligo di dimora nel comune di residenza) costituiscono l’epilogo di un’indagine denominata "Lucciole e Lanterne" avviata dopo la segnalazione di alcune pratiche sospette da parte dell’Ufficio Immigrazione della Questura, che segnalava l’utilizzo di certificazioni che riportavano il medesimo protocollo e quindi ritenute false.

L’avvio di intercettazioni ambientali e telefoniche faceva emergere quindi l’esistenza di una vera e propria struttura organizzata, che tra i vari artifici utilizzati per il rilascio dei permessi di soggiorno, a favore principalmente di cittadini cinesi, ricorreva anche alla combinazione di matrimoni o convivenze fittizie con cittadini italiani, che si prestavano allo scopo in cambio di somme di denaro che si aggiravano tra i 1000 e i 2000 euro.

Il vertice del sodalizio è costituito da due coniugi italiani e da una cittadina cinese. In particolare, quest’ultima reclutava suoi connazionali, che in mancanza di altri requisiti leciti, erano interessati a rinnovare il titolo di soggiorno attraverso questo meccanismo fraudolento, mentre, i coniugi di nazionalità italiana, suoi stretti collaboratori, si occupavano di individuare i soggetti disposti a formalizzare matrimonio o convivenza con soggetti in realtà sconosciuti, dietro la promessa di ottimi e facili guadagni. Gli indagati si occupavano anche di organizzare il matrimonio e garantire così ai cittadini stranieri, tutti i vantaggi da questo derivanti, traendone importanti profitti.

È emersa anche la figura di un poliziotto in servizio presso la Questura di Catanzaro, dedito alla gestione e sfruttamento di un giro di prostituzione di donne di diverse nazionalità, alle quali venivano procacciati clienti e messe a disposizione strutture ricettive o appartamenti, con il coinvolgimento di altri indagati, nella messa a disposizione di immobili utilizzati per la prostituzione ovvero nel favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

Ai domiciliari Francesco Bagnato, 54 anni di Sersale e Antonio Fratto, 55 di Soveria Simeri, Yu Jinwei, detta “Rosa”, cinese di 49 anni; Cesare Votta 54 anni di Catanzaro; Rita Maletta, 53 anni di Catanzaro. Mentre è stata applicata la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di residenza con il divieto di uscire dall’abitazione dalle 19 alle 8 per Ilie Chiriac, rumeno di 33 anni, e Bruno Dolce 54 anni di Catanzaro, Rita La Face 61 anni di Catanzaro, Antonio, Giovanni e Giuseppe De Santis di Catanzaro. Complessivamente gli indagati sono 29 alcuni dei quali sono cittadini cinesi.

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