Venerdì, 13 Dicembre 2019
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CROTONE

Scavi archeologici clandestini, dalla Calabria traffico di reperti in mezza Europa: 23 arresti

Aldo Picozzi, Alessandro Giovinazzi, Alfiero Angelucci, Antonio Camardo, Dino Sprovieri, Domenico Guareri, Domenico Riolo, Enrico Cocchi, Francesco Comito, Franco Lanzi, Giorgio Salvatore Pucci, Giuseppe Caputo, Giuseppe Gallo, Leonardo Lecce, Marco Godano Otranto, Raffaele Gualtieri, Raffaele Malena, Renato Peroni, Santo Perri, Sebastiano Castagnino, Simone Esposito, Vincenzo Petrocca, Vittorio Kuckiewicz, Calabria, Cronaca
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Veri e propri scavi archeologici clandestini da cui partiva un traffico di reperti che dalla Calabria raggiungere mezzo mondo. Lo hanno scoperto i carabinieri del comando Tutela patrimonio culturale, diretta dalla Procura della Repubblica di Crotone, che ha eseguito 23 misure cautelari contro i presunti componenti di una holding criminale che gestiva un ingente traffico di beni archeologici.

Dalle prime luci dell’alba, in Italia, Regno Unito, Germania, Francia e Serbia è in corso una vasta operazione dei carabinieri che, con il coordinamento di Europol ed Eurojust stanno eseguendo anche perquisizione nei confronti di altre 80 persone, di cui 4 domiciliati all’estero.

Le indagini, avviate nel 2017, hanno permesso di recuperare numerosi reperti archeologici per un valore di diversi milioni di euro. I reperti provenivano dagli scavi clandestini attuati nei siti archeologici di «Apollo Aleo» a Cirò Marina, «Castiglione» a Paludi e in varie altre aree private e pubbliche. Nel corso dell’attività sono stati identificati i componenti di un sodalizio criminoso in grado di gestire tutte le fasi del traffico illecito di reperti archeologici.

Il traffico di beni archeologici tra Crotone e l'Europa: le foto degli arrestati

L’organizzazione, attraverso un gruppo di tombaroli è riuscita ad approvvigionarsi di materiale archeologico destinato al mercato clandestino, per la loro successiva commercializzazione sia in territorio italiano sia in quello all’estero, assicurata da una fitta e complessa rete di ricettatori che secondo il Gip costituisce la «Criminalità archeologica crotonese» e capace di alimentare il reddito di interi gruppi familiari. I carabinieri hanno anche registrato, con l’ausilio di un drone, alcune immagini che riprendono i tombaroli mentre erano all’opera.

In carcere sono finiti: Giorgio Salvatore Pucci, 58 anni di Cirò Marina, e Alessandro Giovinazzi, 30 anni di Scandale. Agli arresti domiciliari vanno altre 21 persone: Antonio Camardo, 56 anni di Pisticci, Raffaele Gualtieri, 56 anni di Isola Capo Rizzuto, Santo Perri, 58 anni di Sersale, Alfiero Angelucci 70 anni di Trevi, Enrico Cocchi, di Castano Primo, Francesco Comito, 30 anni di Rocca di Neto, Giuseppe Caputo, 42 anni di Dugenta, Sebastiano Castagnino, 47 anni di Petilia Policastro, Simone Esposito, 35 anni di Rocca di Neto, Giuseppe Gallo, 68 anni di Strongoli, Domenico Guareri, 65 anni di Isola Capo Rizzuto, Vittorio Kuckiewicz, 72 anni di Fermo, Franco Lanzi, 67 anni di Norcia, Leonardo Lecce, 70 anni di Crotone, Raffaele Malena, 72 anni di Cirò Marina, Marco Godano Otranto, 26 anni di Crotone, Renato Peroni, 48 anni di Magnago, Vincenzo Petrocca, 55 anni di Isola Capo Rizzuto, Aldo Picozzi, 67 anni di Castano Primo, Domenico Riolo, 37 anni di Scandale, Dino Sprovieri, 53 anni di Cirò Marina.

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