Venerdì, 18 Ottobre 2019
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TORNAVA DALLA VACANZA

Scontro sulla statale 106 a Roccella Jonica, dopo un mese di agonia muore l'83enne romano

anziano morto, incidente statale 106, Angelova Tatyana Parvanova, Antonio Cerullo, Domenico Spinella, Fabio Pugliese, Giovanni Cusato, Ilario Ierinò, Iliescu Iulian, Knut Alsaker, Vincenzo Mangione, Vincenzo Perna, Vincenzo Porporino, Reggio, Calabria, Cronaca
Ilario Ierinò

Non ce l’ha fatta Ilario Ierinò, l’ottantatreenne residente a Roma, nel quartiere Portuense, rimasto coinvolto con la moglie, il 19 agosto, in un terribile incidente sulla Statale 106, appena fuori il centro abitato di Roccella Jonica. Lo rende noto l'associazione “Basta vittime sulle 106”, la quale fa sapere tramite un comunicato stampa che Ierinò è spirato dopo un mese di agonia nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Locri per i gravi traumi riportati.

Ierinò e la moglie Grazia, di 71 anni, originari rispettivamente di Roccella Jonica e Caulonia, erano tornati per le vacanze in Calabria e quel giorno, verso le 8 del mattino, percorrevano la Statale 106 in direzione Caulonia su una Fiat Punto condotta dall’uomo e con a bordo anche la sorella della moglie. All’improvviso, all’altezza del km 116, sono finiti contro una Renault Twingo.

La Procura di Locri ha da tempo aperto un procedimento: l'ipotesi di reato passerà adesso da lesioni stradali gravissime a omicidio stradale.

«Ilario Ierinò è la decima vittima della Ss 106 dal primo gennaio 2019 ad oggi dopo Angelova Tatyana Parvanova di 64 anni, Giovanni Cusato di 91, Vincenzo Mangione di 58, Vincenzo Porporino di 21, Vincenzo Perna (Cecè) di 41, Iliescu Iulian di 49, Domenico Spinella di 24, Antonio Cerullo di 24 e Knut Alsaker di 74 anni - ricorda il presidente dell’associazione “Basta vittime sulla Strada Statale 106”, Fabio Pugliese - In pratica, sulla famigerata e tristemente nota “strada della morte” in Calabria dall’inizio dell’anno a oggi abbiamo avuto una vittima ogni 26 giorni. Una vergogna, un olocausto senza fine, una dolorosa verità indegna di un Paese che si dice “civile”. Tutto ciò nell’indifferenza delle Istituzioni e degli Enti preposti che meritano di essere richiamati ai loro doveri e di cui occorre denunciare inadempienze ed indifferenza!».

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