Martedì, 29 Novembre 2022
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LA GUARDIA DI FINANZA

Lamezia, profumi contraffatti e giocattoli pericolosi sequestrati in un negozio cinese

Sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, prosegue l’attività dei “baschi verdi” del gruppo di Lamezia Terme, finalizzata al contrasto della contraffazione dei marchi, della commercializzazione di prodotti illegali e non sicuri, potenzialmente nocivi per la salute e l’incolumità fisica degli ignari acquirenti.

Nel contesto, l’azione ispettiva svolta dai “baschi verdi” del gruppo di Lamezia Terme si è concentrata su un’impresa condotta da un soggetto di nazionalità cinese, esercente il commercio di articoli di vario genere, provenienti, nella massima parte, dal mercato asiatico. Nel corso dell'ispezione, effettuata nei locali adibiti a vendita e nei magazzini aziendali, ubicati a Lamezia Terme, i finanzieri hanno individuato migliaia di articoli contraffatti che erano in bella mostra per la vendita e altri stoccati nei magazzini dell’esercizio commerciale pronti per la vendita.

Gli stessi recavano i ben noti loghi dei famosi personaggi dei cartoni animati di Walt Disney, personaggi della Marvel e le “Lol” e tanti altri in voga soprattutto tra i più giovani, infatti sono stati rinvenuti action figures, strumenti musicali giocattolo e tablet. I finanzieri si sono anche accorti della presenza sugli scaffali di confezioni di profumi che riportavano, alterati ad arte, i nomi e i colori di famosi brand del settore oltre che l’esposizione di una tabella che affiancava il nome del profumo “taroccato” in vendita con quello “originale”.

Al termine del controllo, i finanzieri hanno così sottoposto a sequestro penale circa 3.500 articoli tra giocattoli e profumi denunciando il titolare della ditta per i reati di contraffazione e ricettazione e al sequestro amministrativo di oltre 100.000 pezzi tra bracciali di gomma per bambini e stickers, per inosservanza alle norme del “codice del consumo” segnalando il responsabile delle violazioni all’autorità amministrativa competente e sanzionandolo amministrativamente per 1.032 euro.

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