Martedì, 28 Gennaio 2020
stampa
Dimensione testo

Cronaca

Home Cronaca L'ex governatore della Calabria Scopelliti lavorerà fuori dal carcere per mezza giornata
IL PERMESSO

L'ex governatore della Calabria Scopelliti lavorerà fuori dal carcere per mezza giornata

scopelliti condannato, scopelliti lavoro esterno, scopelliti lavoro volontariato, Giuseppe Scopelliti, Reggio, Calabria, Cronaca
Giuseppe Scopelliti

L’ex governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti ha iniziato il lavoro esterno al carcere di Arghillà dove è attualmente detenuto. Stamattina ha lasciato il carcere per le ore di lavoro che espleterà presso l’associazione di volontariato Nuova Solidarietà. Il provvedimento di semilibertà è del Tribunale di Sorveglianza di Reggio Calabria, previo parere conforme della direzione del carcere di Arghillà.

Scopelliti, 52 anni, sta scontando 4 anni e 7 mesi di reclusione per falso in bilancio, per fatti commessi all’epoca in cui era sindaco di Reggio Calabria. Il Tribunale di sorveglianza ha approvato l’istanza presentata dal suo legale, l’avvocato Aldo Labate. Scopelliti, che è in prigione dal 5 aprile dello scorso anno, quando si è costituito all’indomani della condanna definitiva in Cassazione, tornerà in carcere all’ora di pranzo. E' esclusa la domenica, giornata in cui gli uffici della cooperativa sono chiusi.

Scopelliti è stato sindaco di Reggio Calabria dal 2002 al 2010. In precedenza è stato presidente del Consiglio regionale della Calabria (dal 1995 al 2000), mentre dopo la sindacatura di Reggio è diventato presidente della regione Calabria nel 2010 rimanendo in carica fino al 2014 fino alle dimissioni del 29 aprile di quell'anno proprio in seguito alla sentenza di condanna e dopo che era già stato sospeso per effetto della Legge Severino.

L'inchiesta che ha portato alla condanna fu avviata per le autoliquidazioni di parcelle tra il 2008 e il 2010 per centinaia di migliaia di euro da parte dell'ex dirigente dell'ufficio finanza del Comune Orsola Fallara che portò anche ad accertamenti da parte degli ispettori generali delle Finanze che rilevarono un disavanzo che di circa 170 milioni di euro al Comune, poi sciolto per mafia. Orsola Fallara si suicidò ingerendo acido muriatico nell'inverno del 2010 dentro la sua autovettura parcheggiata sul molo di levante del porto cittadino.

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

Correlati

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook