Lunedì, 15 Agosto 2022
stampa
Dimensione testo

Cronaca

Home Cronaca Cosenza, una squadra investigativa europea per combattere le 'ndrine internazionali
L'INTERVISTA

Cosenza, una squadra investigativa europea per combattere le 'ndrine internazionali

di
'ndrangheta, federico cafiero de raho, squadra investigativa europea, Federico Cafiero de Raho, Cosenza, Calabria, Cronaca
Federico Cafiero De Raho, procuratore nazionale antimafia

Le mafie e il terrorismo. Il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho si occupa delle maggiori emergenze che investono l'Italia e l'intero continente. Il fondamentalismo islamico, come dimostra la strage di Strasburgo in cui è rimasto vittima anche Alessandro Megalizzi, giornalista ventinovenne originario di Reggio Calabria, appare come un pericolo sempre incombente.

Corriamo seri rischi anche nel nostro Paese? «In Italia» spiega de Raho «abbiamo strutture investigative efficentissime e collegate costantemente con i servizi di sicurezza interni ed esteri. Esiste cioè una circolarità e tempestività d'informazioni che consente di intervenire in via preventiva come dimostrano le operazioni compiute nell'ultimo anno. Certo» aggiunge il procuratore «il sedicente Stato islamico è entrato in una nuova fase che preoccupa, perchè non abbiamo più una struttura che viene governata e diretta dalla centrale del terrorismo internazionale ma una serie di lupi solitari. Si tratta di soggetti che anche individualmente e isolatamente si muovono, a volte si auto-addestrano, si affiliano attraverso il web, si muovono come schegge impazzite o come monadi, rispetto alle quali solo un monitoraggio enorme, come quello che per la verità stiamo facendo, riesce volta a volta a contenere. I fermi e gli arresti degli ultimi tempi sono proprio finalizzati a impedire che costoro possano essere autori di fatti gravi come quelli avvenuti a Strasburgo e altrove in passato».

Ma esiste un legame tra la ’ndrangheta e il terrorismo islamico? «In una certa fase avevamo avuto informazioni» spiega Cafiero de Raho «su possibili rapporti d’affari legati alla esportazione dai territori occupati dal Daesh di opere d’arte cedute alle cosche in cambio di armi e denaro. La pista, che contemplava il possibile utilizzo in tal senso del porto di Gioia Tauro, non ha tuttavia ottenuto riscontri».

La mafia calabrese è ormai una holding internazionale capace di riciclare denaro e investire in molte nazioni di Europa.

Leggi l'articolo completo su Gazzetta del Sud - Calabria in edicola oggi.

© Riproduzione riservata

Scopri di più nell’edizione digitale

Dalla Gazzetta del Sud in edicola. Per leggere tutto acquista il quotidiano o scarica la versione digitale

LEGGI L’EDIZIONE DIGITALE
* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook