Lunedì, 27 Gennaio 2020
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SQUILLACE

Torna a far paura l'ombra del racket

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intimidazioni, squillace, Catanzaro, Calabria, Archivio
Torna a far paura l'ombra del racket

Due intimidazioni nella stessa giornata a due diverse attività commerciali. Succede a Squillace, nel Catanzarese. Il modus operandi utilizzato per entrambe le azioni intimidatorie è il medesimo: una bottiglia di plastica con dentro del liquido infiammabile. Il messaggio, dunque, è chiaro e inequivocabile e non lascia spazio all’interpretazione. Nel mirino dell’azione criminosa sono finiti due grossi esercizi commerciali: il “Pronto Brico Hobby” e il “Carrefour”, situati a qualche decina di metri l’uno dall’altro, all’interno della stessa area ubicata in località Impise del comune di Squillace, lungo la strada statale 106.

I titolari delle due attività, che non sono residenti a Squillace, hanno denunciato il rinvenimento delle due bottiglie incendiarie, che sarebbe avvenuto in due momenti diversi, facendo scattare le indagini da parte dei carabinieri della Stazione locale e del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Catanzaro. Poiché l’area è dotata di un sistema di videosorveglianza, le indagini degli inquirenti si stanno concentrando sull’attenta visione dei filmati catturati dagli occhi elettronici dai quali reperire elementi utili a stringere il cerchio sulle tempistiche e sulle modalità di quello che sembra avere tutta l’aria di un avvertimento in piena regola. È molto probabile che il deposito delle due bottiglie sia avvenuto venerdì sera.

Gli inquirenti, intanto, hanno ascoltato i due titolari del “Pronto Brico Hobby” e del “Carrefour”. Al momento non sarebbe emerso nulla di particolare, ma sono in corso ulteriori approfondimenti per fare luce sui due incresciosi episodi e per capire se l’autore (o gli autori) delle due intimidazioni sia lo stesso e se dietro le due azioni vi sia un tentativo di estorsione.

Quanto accaduto a Squillace, avviene a circa una settimana di distanza da un’altra azione intimidatoria che si è verificata a Girifalco, nei confronti di uno dei titolari di un minimarket. Anche in quel caso, il commerciante ha trovato sulla sua macchina una busta con dentro una bottiglia contenente liquido infiammabile. Ancora Squillace, nel mese di maggio, è stata teatro di un’altra azione intimidatoria dai contorni agghiaccianti. In quel caso non è stata utilizzata la classica bottiglia con liquido infiammabile, ma un cane seviziato, appeso al cancello d’ingresso di un cantiere edile, con addosso tre cartucce.

Quanto avvenuto negli ultimi mesi in quest’area del Catanzarese fa pensare che la criminalità abbia rialzato la testa, dopo il pesante colpo alle consorterie locali inferto dall’operazione “Jonny” che lo scorso anno ha portato in carcere gli esponenti delle cosche di Borgia e Vallefiorita che per anni avevano imposto il loro giogo criminale sui loro territori di “competenza”. Poco prima dei fermi, disposti dalla Dda di Catanzaro, era stato sempre il territorio di Squillace ad essere devastato da due grossi incendi nei quali furono distrutti prima la “Cena di Afrodite” e poi il “Lido Ulisse”. Questa nuova recrudescenza criminale farebbe insorgere il sospetto che nuove leve stiano tentando di imporre il loro controllo sulla zona.

Indagano i carabinieri di Squillace e del Norm di Catanzaro sulle intimidazioni a due note attività commerciali del Catanzarese, ubicate nel comune di Squillace: il “Pronto Brico Hobby” e il “Carrefour”. Due le bottiglie contenenti liquido infiammabile che sarebbero state piazzate la sera di venerdì scorso. Gli inquirenti hanno avviato le indagini, partendo dall’esame del sistema di videosorveglianza installato in zona.

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