Lunedì, 20 Gennaio 2020
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REGGIO CALABRIA

Nubifragio, mal comune non fa "mezzo gaudio"

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Nubifragio, mal comune non fa "mezzo gaudio"

A due giorni dalla bomba d’acqua che ha messo in ginocchio la città (per l’ennesima volta), al Servizio prevenzione igiene e sicurezza nei posti di lavoro (Spisal) dell’Asp - nonché al datore di lavoro unico per la sicurezza del Comune, a sindaco, assessore competente e segretario generale, e per conoscenza a prefetto e dirigenti dei settori interessati - i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls) Consolato Salvatore Aroi e Loredana Azzarelli hanno inviato una concisa ma assai dettagliata comunicazione in cui vengono elencati - e illustrati a colpi di foto - i danni rilevati nei locali del Cedir a Sant’Anna, nel Comando della Polizia municipale sul viale Moro e perfino negli uffici dei servizi Demografici - Statistica in via Torrione.

Nella segnalazione, Aroi e Azzarelli nell'interesse di tutti i dipendenti, segnalano, «con l'urgenza che la gravità della circostanza impone, al datore di lavoro unico per la sicurezza del Comune, arch. Antonio Cristiano, le gravi criticità che, negli ultimi tempi, stanno creando grave pregiudizio alla salute e alla sicurezza dei lavoratori sul luogo di lavoro, ogni qualvolta sulla città si abbattono nubifragi o “bombe d'acqua”. Infatti, in occasione di detti eventi, non più classificabili come eccezionali, i locali che ospitano gli Uffici comunali si allagano, creando forte disagio e apprensione tra i dipendenti, i quali si vedono costretti a patire situazioni di sofferenza senza averne colpa alcuna».

Quanto accaduto mercoledì 22 agosto, in occasione del nubifragio, per Aroi e Azzarelli denota «una carenza operativa e organizzativa sconcertante. Ecco perché gli scriventi ritengono necessario segnalare all'attenzione del datore di lavoro unico per la sicurezza del Comune che è giunto il momento, in occasione di tali emergenze, per il fondamentale ruolo che riveste, di rendersi parte attiva e non “spettatore passivo”, attivando tutte le iniziative possibili a tutela e salvaguardia dell’incolumità dei lavoratori. Appare superfluo aggiungere che una pur minima attività ordinaria manutentiva e di prevenzione avrebbe certamente evitato tali situazioni di pericolo».

Alla luce di quanto sopra evidenziato, gli scriventi Rls chiedono «un tempestivo intervento da parte del personale di vigilanza del servizio Spisal, al fine di voler accertare la sussistenza delle condizioni di sicurezza che riguardano gli Uffici comunali con priorità per Cedir, Comando Polizia municipale e Servizi Demografici».

Alla comunicazione sono stati allegati 46 rilievi fotografici che «sono stati scattati dalle ore 18 alle 19 del 22 agosto u.s. circa tre ore dopo il temporale, quando l'acqua si era già abbassata. Tutte le immagini e le riprese video (di cui uno finito sui social “spacciato” per l’interno del Museo nazionale, mentre si trattava del Comando PM, ndr) sono disponibili per la visione delle autorità competenti».(l.n.)

Per una maggiore completezza informativa, vengono citati alcuni episodi accaduti mercoledì scorso: «Una collega di lavoro rimasta intrappolata dentro l'ascensore, con l'acqua quasi alle ginocchia, salvata solo grazie alla prontezza reattiva di un collega che ha forzato la porta dell'ascensore, evitando il peggio; una cinquantina di dipendenti impossibilitati a ritirare le auto nel parcheggio sottostante il Cedir, in quanto completamente allagato, con danni conseguenti alle auto in sosta; la totale assenza di comunicazioni e/o avviso ai dipendenti che avevano parcheggiato le auto nel sotterraneo; acqua all'interno del vano ascensore (fatto gravissimo); allagamento Comando Polizia municipale; infiltrazioni d'acqua dalle finestre dei Servizi Demografici - Statistica, ubicati in via Torrione».

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