Venerdì, 13 Dicembre 2019
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REGGIO CALABRIA

La povera Calabria rischia di perdere 339 milioni

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La povera Calabria rischia di perdere 339 milioni

Lo ripeteva da un paio d’anni che i fondi comunitari in Calabria venivano gestiti male e spesi peggio. Oggi rilancia l’allarme. Il segretario regionale della Uil Santo Biondo ha trovato la conferma dei suoi timori nei dati della Agenzia Nazionale della Coesione Territoriale, aggiornati allo scorso 30 giugno. «Suona come un paradosso – dice Santo Biondo – che la Calabria, nella spesa del Fondo sociale europeo, sia in forte ritardo. Queste stime, purtroppo, confermano quanto da noi ribadito dopo la riunione del Comitato di Sorveglianza del Por Calabria, che si è tenuta lo scorso 10 luglio all’Unical di Cosenza».

Nonostante la Calabria sia la regione italiana con il più alto tasso di disoccupazione giovanile e con la più alta percentuale di migrazione, gli ultimi dati hanno confermato che questo territorio divorato dalla povertà è all’ultimo posto tra le regioni italiane per la spesa del Fondo sociale europeo (Fse 2014/20), con una percentuale dell’8,4%. Quasi che in Calabria tasso di disoccupazione e indice di povertà siano come quelli di Emilia Romagna o Veneto, regioni che comunque riescono a spendere il 64,6% e il 50,9% della loro quota di Fse.

«In questa delicata fase storica per l’economia calabrese, stretta fra una ripresa troppo lenta e una crescita esponenziale degli indici di disoccupazione e povertà, è necessario evitare in ogni modo la restituzione di oltre 300 milioni a Bruxelles – ammonisce –. Se così non fosse si tratterebbe di una vera catastrofe per il futuro occupazionale e sociale del nostro territorio. Se la Regione, unica detentrice del “potere” di spesa, non riuscisse a centrare quest’obiettivo per la Calabria sarebbe una doppia sconfitta. La prima di carattere politico-amministrativo e la seconda di carattere sociale. Se la Regione dovesse essere chiamata a restituire i fondi europei verrebbe lanciato inoltre, un messaggio negativo per tutti quei giovani calabresi che, nonostante le mille difficoltà rappresentate da un territorio bello ma inospitale, ancora sperano in un cambiamento e lavorano alacremente per costruirsi un futuro produttivo in Calabria. Di più: un’eventuale restituzione sarebbe un colpo durissimo allo sviluppo della Calabria».

«Tutti gli indicatori economici – insiste il segretario della Uil – dovrebbero suggerire al governo regionale il massimo utilizzo delle provvidenze economiche, nazionali e comunitarie. Una buona spesa pubblica può essere raggiunta solo se con umiltà il governo regionale, di concerto con le amministrazioni comunali, “adotta” le migliori competenze che la Calabria esprime in molti settori, aprendo un confronto serrato con le forze sociali e produttive. Non è più il tempo di polverizzare la spesa pubblica, ma è arrivata l’ora di concentrare le risorse economiche su progetti di ampio respiro, capaci di mettere in moto l’economia regionale. Intanto si continua ad assistere a un’autocelebrazione, che non trova riscontro in fatti concreti».

«La Calabria è l’unica regione italiana – conclude Biondo – a non aver dato attuazione a un Piano di contrasto alla povertà e a favore dell’inclusione attiva, non ha ancora varato una strategia regionale organica per l’occupazione e anche i programmi di politiche attive avviati stentano a decollare. Tuttavia si continuano a sbandierare risultati positivi nell’utilizzo delle risorse Ue. L’imperativo è che bisogna evitare che al 31 dicembre 2018 vi possa essere un tragico disimpegno della risorse del Fondo sociale europeo e del Por Calabria 2014/20. Pertanto, è necessario convocare in tempi ristretti l’Ufficio del Partenariato del Por Calabria 2014/20, che non è stato mai convocato dopo la sua istituzione ma che è utile per procedere a una rimodulazione del Fse 2014/20 e dare attuazione a tutti quei progetti che possono favorire la crescita occupazione, sociale ed economica della Calabria ed accelerare le azioni di contrasto alla povertà».

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