Domenica, 20 Ottobre 2019
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CIVITA

Sequestrato il canyon della morte

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gole del raganello

È sicuramente il momento più difficile per in sindaco di Civita, Alessandro Tocci. Perché l'emergenza è finita di colpo, spegnendo, di colpo, i fari dei media nazionali sul Comune italo arberesh del Pollino. Facile sottolineare gli aspetti umani di una comunità apparsa sconvolta, quasi incredula per una vicenda che potrebbe ridimensionare gli esiti di una trasformazione turistica di primissimo livello. Nelle loro case resta la rabbia, lo sgomento, il lutto, la desolazione per la morte delle 10 persone. Gente inerme spazzata via dalla furia del fiume Raganello.

Sul tavolo del sindaco ci sono soprattutto le critiche sulla sicurezza necessaria per entrare all'interno del canyon, principale polo attrattore di Civita col famigerato Ponte del Diavolo. «Oggi, a pochi giorni dalla grave sciagura – confessa Tocci - sento il dovere di formulare piena solidarietà anche ai sindaci di Cerchiara e Vaccarizzo: sono i due Comuni calabresi che hanno subito dei lutti gravissimi, ma è chiaro che il pensiero va a tutte le amministrazioni colpite ed ai familiari delle vittime». Oltre ad aver già proclamato il lutto cittadino (ieri anche regionale), il sindaco di Civita ha tutta l'intenzione di allungare il periodo sino a quando non verrà diluito il dolore.

Sull'operato del suo esecutivo pende sempre l'inchiesta della Procura di Castrovillari. Ieri il procuratore Eugenio Facciolla ha autorizzato il sequestro probatorio dell’area del torrente Raganello dove lunedì sono morti 10 escursionisti per un’onda anomala. La Procura ha aperto un fascicolo contro ignoti ipotizzando i reati di omicidio colposo, lesioni colpose, inondazione e omissione d’atti d’ufficio. Due le domande ricorrenti: chi doveva occuparsi della sicurezza? Poteva essere prevista l'onda di piena che ha scagliato uomini e donne, anche dei bambini a diversi chilometri di distanza dal Ponte del Diavolo? A breve, almeno così è emerso lunedì sera, vale a dire nell'incontro che il sindaco Tocci ha avuto in prefettura, a Cosenza, dovrebbero partire due tipi di procedimenti: uno di natura amministrativa (è stato sollecitato dal ministro dell'Ambiente, Sergio Costa) ed uno penale. Ed è proprio da quello che verrà incardinato dal procuratore capo, Eugenio Facciolla che il Comune di Civita ha tutta l'intenzione di tutelarsi. «Già lunedì scorso – precisa Tocci – abbiamo consegnato il nostro piano di Protezione civile, un’ordinanza del 1997 che riguarda la fruizione delle Gole del Raganello ed un altra delibera, in pratica il regolamento approvato in Consiglio comunale con una piccola postilla riguardante i decreti attuativi. Il piano “Gole sicure” può diventare completamente esecutivo solo nel momento in cui, oltre al Parco nazionale del Pollino, viene preso in carico anche dagli altri tre Comuni interessati dall'attraversamento del Raganello, vale a dire San Lorenzo Bellizzi, Cerchiara di Calabria e Francavilla Marittima». Si può anche accedere al canyon da molti altri Comuni. Da qui la necessità di capire se vi sia stata negligenza e l'inosservanza delle regole di sicurezza da parte degli Enti. (ang.bisc.)

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