Giovedì, 07 Luglio 2022
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NEL CATANZARESE

Valli Cupe sul National Geographic

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Valli Cupe sul National Geographic

SERSALE

Ancora un successo per la neo Riserva naturale delle “Valli Cupe”. La splendida zona della Presila Catanzarese ha, infatti, conquistato le pagine del “National Geographic” con un servizio sul tema “Visita guidata nella nuova Riserva Naturale regionale Valli Cupe, un paradiso naturalistico e geologico sconosciuto ai più”. Le parole con cui si parla della nuova Riserva calabrese sono assolutamente di valore: «Esistono luoghi che hanno qualcosa di mistico ed emblematico allo stesso tempo. Luoghi in cui la natura - è scritto nella popolare rivista - continua a fare il suo corso lontano dal rumore delle grandi città, e dove il tempo sembra essersi fermato. Uno di questi luoghi è la Riserva naturale regionale Valli Cupe, istituita lo scorso dicembre con un’approvazione all’unanimità della proposta di legge del Consiglio regionale della Calabria». Il titolo dell’articolo ospitato dal “National Geographic” Italia, una delle più grandi istituzioni scientifiche ed educative non profit al mondo la cui sede si trova a Washington, è: “Nel Grand Canyon calabrese”.

L’articolo del Nationa Geographic si sofferma sui paesaggi della Riserva: «Qui monti e vallate dalla vegetazione fittissima degradano dolcemente verso il Mar Ionio». Il percorso indicato nel servizio giornalistico è suggestivo e segue passo dopo passo l’arrivo alle Valli Cupe, partendo dalla strada statale 106. «Già mentre si procede verso il paese lo scenario cambia - è scritto nel servizio - dal paesaggio tipicamente marino si sale verso colline che, seppure a pochi chilometri dalla costa, sembrano incontaminate. Arbusti, macchia mediterranea e steppe aride si susseguono in un paesaggio pittoresco che accompagnano il visitatore fino al momento in cui si scorge l’agglomerato antropico che sembra essere stato posato delicatamente sull’aspro terreno. Siamo a Sersale, 740 metri sul livello del mare. La varietà floristica dei paesaggi è molto articolata, si passa dall’arboreto tipico composto da uliveti e castagneti, alla macchia mediterranea, fino ad arrivare ai querceti e ai castagneti».

Nel raccontare la zona di Sersale e di tutte le Valli Cupe, anche attraverso il clima, il “Nationale Geographic”, nell’articolo firmato dal fotografo-naturalista Giuseppe Intrieri, spiega che «il Canyon che dà il nome alla Riserva naturale regionale è il Canyon Valli Cupe. Si tratta di una rara formazione geologica profondamente incassata in un substrato costituito da conglomerato poligenico, di straordinario effetto scenografico, originatasi a seguito della lenta azione di scavo esercitata dal torrente omonimo, che nasce a circa 700 metri di altitudine, alle pendici meridionali del Monte Crozze. Fin dalla prima parte del suo corso il torrente Valli Cupe scorre in una profonda forra che assume ben presto la caratteristica profonda incisione nota come Canyon delle Valli Cupe e, dopo un percorso di circa 15 chilometri, si tuffa nelle acque del mar Ionio all’altezza di Sellia Marina». Secondo la rivista, dunque, «senza dubbio il Canyon delle Valli Cupe costituisce l’attrazione principale dell’intera zona; secondo alcuni si tratterebbe tra l’altro del secondo Canyon più alto d’Europa costituito da pareti di rocce sedimentarie».

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