Sabato, 25 Settembre 2021
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SANT’ANDREA JONIO

Morto il giovane che aveva il cuore di Nicholas Green

di
nicholas green, Calabria, Archivio
Morto il giovane che aveva il cuore di Nicholas Green

Nel suo petto batteva ormai da 22 anni e quattro mesi il cuore di Nicholas Green, il bambino statunitense di 7 anni ucciso sulla A3 da un proiettile vagante nell’ottobre 1994. Ora quel cuore, giovane e generoso, si è fermato per sempre portando con sé Andrea Mongiardo, 37 anni, il ragazzo romano, originario di Sant’Andrea Jonio, che grazie a quell’organo aveva potuto superare l’enorme scoglio di una malformazione congenita che all’epoca gli avrebbe lasciato probabilmente un altro anno di vita.

Invece, per Andrea il percorso si è allungato a dismisura ed ogni giorno ha continuato a vivere con quella gioia che non lo ha mai lasciato persino nei momenti più bui, quando sentiva che il suo fisico era sempre più debole, prima del trapianto, e anche dopo, quando è rinato, ma ha dovuto continuare a lottare, ogni giorno.

Era lui stesso a raccontare, con la naturalezza e spontaneità che lo hanno sempre contraddistinto, quegli attimi in cui l’1 ottobre del ‘94 aveva saputo della disponibilità di un cuore: quella notte, infatti, Andrea si trovava in ospedale per eseguire dei controlli, che per lui erano ormai diventati una routine (due volte a settimana doveva fare infusioni di calcio e albumina) e che si rendevano necessari per mantenerlo in vita.

«Un particolare fortunato» – lo aveva definito molti anni fa. Dopo l’intervento - eseguito all’ospedale pediatrico “Bambino Gesù” di Roma dall’èquipe guidata dal professor Carlo Marcelletti - aveva anche incontrato i genitori di Nicholas Green, quasi «una seconda famiglia». Da qualche anno lavorava in un’azienda di telefonia nazionale e riusciva a condurre una vita normale, fatta di momenti gioiosi in famiglia e con gli amici, tanti amici.

Anche se tutto era sempre scandito da rigorosi controlli ospedalieri: non a caso, parlando delle sue esperienze passate, di sé scriveva, rivelando anche una vena ironica, «paziente con tanta pazienza presso ospedale pediatrico “Bambino Gesù”».

E poi aveva un forte legame con Sant’Andrea Jonio, verso il quale appena un mese fa esprimeva, e lo dichiarava proprio sulla sua pagina Facebook, tutta la sua «saudade», una sorta di nostalgia verso il suo luogo del cuore: quel cuore che era suo e di Nicholas Green.

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