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Troppi medici lasciano gli ospedali ingrossando i ruoli saturi delle Asp

di
medici, Calabria, Archivio
Troppi medici lasciano gli ospedali ingrossando i ruoli saturi delle Asp

Dopo aver emanato il decreto 134 del 20 dicembre che autorizza le nove aziende sanitarie e ospedaliere della Regione ad assumere a tempo indeterminato una tranche complessiva di 616 nuove unità di personale, la Struttura commissariale che gestisce il piano di rientro della sanità calabrese punta a risolvere il problema della cattiva distribuzione dei medici tra le aziende ospedaliere e le strutture territoriali non ospedaliere (ambulatori, distretti, prevenzione ed altro) gestite dalle Asp. Una realtà che - evidenziata dai Ministeri affiancanti nell’ultimo Tavolo Adduce su segnalazione degli stessi commissari Massimo Scura e Andrea Urbani - mina il funzionamento dell’assistenza ospedaliera quanto il fenomeno, altrettanto drammatico e talvolta parallelo, del personale cosiddetto “imboscato”. In sostanza Scura e Urbani vogliono accendere un faro sui molti, troppi medici e operatori sanitari ai quali è stato consentito di ricollocarsi sul territorio dopo aver abbandonato il lavoro, molto più faticoso, in ospedale. A parere del commissario Scura «per ritornare a una situazione quasi normale occorre spezzare il circolo vizioso “pochi posti letto, pochi servizi sanitari, poca efficienza, troppo personale” attivando un circolo virtuoso del tipo “iniezione di nuovo personale, più servizi, più efficienza, maggiore fiducia da parte dei cittadini”. Il tutto nel rispetto dell’equilibrio economico». La struttura commissariale ha scommesso su questa strategia e i Ministeri affiancanti l’hanno apprezzata pur raccomandando tutte le cautele del caso.

I numeri

Le assunzioni autorizzate dalla struttura commissariale con il Dca 134 riguardano ben 228 infermieri e 250 operatori socio sanitari (Oss) ma solo 34 sono i medici da reclutare per soddisfare le esigenze degli screening oncologici e sopperire ad alcune emergenze. Restano pertanto da autorizzare le assunzioni di altri medici e altre figure professionali richieste dalle aziende e avallate dalla struttura commissariale. Al riguardo, infatti, i ministeri affiancanti (Salute ed Economia) nel verbale del Tavolo Adduce del 7 dicembre, trasmesso assieme a quello del 23 novembre (quello per intenderci che ha premiato la struttura commissariale con lo sblocco di altri 50 milioni di euro di premialità pregresse e confermato il miglioramento dei Lea da 137 a 147 punti nel periodo 2014-2015), hanno analizzato la consistenza dei medici in servizio negli ospedali calabresi riferita al numero dei ricoveri del 2015. Nel verbale appare evidente che, in base alla metodologia adottata dal ministero della Salute, in Calabria tra i medici dell’area emergenza urgenza (cardiologia, chirurgia generale, pronto soccorso, medicina generale, terapia intensiva neonatale e anestesia) esisterebbe una carenza di 54 medici di pronto soccorso e 13 anestesisti, mentre vi sarebbe un esubero di 28 cardiologi, 34 chirurghi generali, 38 medici internisti e 3 neonatologi, per un totale di 103 medici di troppo. Il fenomeno è ancor più evidente per le altre aree. Mancherebbero anatomo-patologi, radiologi e medici per il centro trasfusionale, mentre sommando tutte le altre specializzazioni vi sarebbero 190 medici in esubero. Il condizionale è d’obbligo, visto che le cifre derivano da una metodologia di calcolo peraltro contestata a livello nazionale dall’intersindacale medici. Pur assumendo i numeri ministeriali come indicativi, è assodato che in Calabria per la popolazione esistente, quasi 2 milioni di abitanti, il numero dei medici è abbondantemente sopra la media nazionale. In ogni caso questi dati sono calcolati sulla produzione 2015 quindi vanno rivisti alla luce dell’incremento di posti letto (737 in tre anni) previsto dal Dca 64/2016, e alla luce delle quiescenze nel 2016.

Le oltre 600 assunzioni autorizzate e quelle che verranno serviranno anche a stabilizzare i precari, per un valore finanziario pari al 50% dell’impegno per le assunzioni stesse. Ad oggi il 40% dei 900 precari ha ottenuto la stabilizzazione del proprio posto di lavoro, un numero che supera le previsioni, visto che il processo di stabilizzazione deve completarsi entro il 2018. Intanto nei prossimi giorni gli infermieri della graduatoria regionale dell’Ao Pugliese-Ciaccio saranno convocati a Lamezia per scegliere, nei limiti del possibile, la sede più vicina alle proprie residenze. Un’accortezza per agevolare sia il personale che le assunzioni.

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