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CATANZARO

Calcioscommesse, il processo rischia di finire in mezza Italia

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Calcioscommesse, il processo rischia di finire in mezza Italia

Rischia di finire frammentato nei Tribunali di mezz’Italia il maxiprocesso sul calcioscommesse incardinato a Catanzaro. Hanno sollevato eccezione di competenza territoriale, infatti, gli avvocati difensori dei 62 coinvolti nell’inchiesta “Dirty Soccer” che nel maggio 2015 aveva portato all’arresto di 50 persone tra calciatori, dirigenti e presidenti di squadre di calcio dei campionati minori, dalla Lega Pro all’Eccellenza accusati di una serie di combine messa in atto tra squadre di Serie B, Lega Pro, Cnd ed Eccellenza calabrese tra il 2014 e il 2015.

La richiesta è stata avanzata, ieri, nel corso della prima udienza davanti al gup di Catanzaro Assunta Maiore, chiamata a decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Dda catanzarese al termine delle indagini condotte dalla Squadra mobile della Questura di Catanzaro. Il gup si è riservato di decidere e comunicherà le sue determinazioni in occasione della prossima udienza, fissata per il 25 novembre. Ieri, intanto, è stata ammessa la costituzione di parte civile avanzata da Figc, Lega Pro, Lega nazionale dilettanti e Fondazione Torres di Sassari.

Più di trenta le partite sospette con ipotesi di reato che spaziano dall’associazione per delinquere alla frode in competizioni sportive passando anche per l’estorsione. Secondo l’accusa, una vera e propria organizzazione - con il contributo di giocatori, allenatori, dirigenti e direttori sportivi - avrebbe alterato alcuni match dei campionati di calcio con il duplice fine di far vincere il campionato di Serie D al Neapolis e di realizzare lucrose vincite con le scommesse. Al vertice del gruppo ci sarebbe stato, sempre secondo la Dda di Catanzaro, Pietro Iannazzo, consulente di mercato del Neapolis. Tra i giocatori imputati figurano Giacomo Ridolfi, Fabio Di Lauro, Mirko Garaffoni, e l'ex capitano del Catanzaro Domenico Giampà. Tra gli allenatori Francesco Massimo Costantino (ex della Torres), Arturo Di Napoli (ex Messina e Savona), Marco Tosi (ex Pro Patria), Massimiliano Solidoro (ex collaboratore tecnico del Savona), Riccardo Petrucci (Sambiase). Nelle vesti di dirigenti sportivi, sono indagati invece Luciano Campitelli, Domenico Capitani, Vincenzo Nucifora, Ercole Di Nicola, Maurizio Antonio Pagniello, Mauro Ulizio, Marco Barghigiani, Salvatore Maurizio Calidonna, Claudio Arpaia, Giuseppe Perpignano, Fabrizio Maglia, Felice Bellini, Armando Ortoli. Completano l’elenco i procuratori sportivi Giuseppe Sampino ed Eugenio Ascari, e ancora Daniele Ciardi, l’ex attaccante del Catanzaro Marco Guidone, Francis Obeng, l’ex crotonese Mohamed Lamine Traorè, Massimiliano Carluccio, Marcello Solazzo, Andrea Ulizio, Ala Timosenco, Erikson Aruci, Adolfo Gerolino, Vincenzo Melillo, Stefano Benini, Alberto Scarnà, Raffaele Pietanza, Diego De Palma, Raffaele Poggi, Claudio Lippi, Gimmi Annis, Edmond Nerjaku, Andrea Bagnoli, Sebastiano La Ferla, Marcello Di Giuseppe, Giuliano Pesce, l’ex calciatore Davide Matteini, Antonio Mazzei, Francesco Sergio Piemontese, Alessio Galantucci, Enrico Malvisi, Luigi Condò, Salvatore Casapulla, Cosimo D’Eboli, Adriano Favia, Giuseppe Cianciolo, Alessandro Romeo, Vito Falconieri, Michele Narni e Tanja Djordjevic.(g.l.r.)

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