Mercoledì, 21 Novembre 2018
BUFERA POLITICA

Il pescestocco di Mammola
indigesto al Comune di Corsico

pescestocco, Calabria, Archivio
Il pescestocco di Mammola indigesto al Comune di Corsico

Una vera e propria bufera si è scatenata nel mondo politico e nella società civile per il “Festival dello Stocco di Mammola”, in programma per questo fine settimana nel Comune di Corsico, hinterland milanese, e annullato dopo la scoperta che tra gli organizzatori c’era Vincenzo Musitano, genero del boss della ’ndrangheta Giuseppe Perre.

Anzi il sindaco Filippo Errante eletto con una lista civica, finito sulla graticola per la sagra dello stoccafisso, ha annunciato che una fiaccolata «per la legalità contro ogni mafia» è stata organizzata per martedì prossimo: il primo cittadino ha anche avuto un incontro con il prefetto di Milano Alessandro Marangoni. Durante il colloquio, che fa seguito a quello con gli esponenti del Pd Franco Mirabelli e Pietro Bussolati, il dirigente ha chiesto informazioni sulla bagarre dell’altra sera durante il Consiglio comunale quando l’ex sindaco, Maria Ferrucci, mentre stava leggendo la sua interpellanza sul caso della festa gastronomica “importata” dalla Calabria, è stata insultata e bersagliata da intimidazioni da persone sedute tra il pubblico. Il prefetto, inoltre, ha modificato l’odg della seduta di mercoledì prossimo del Cosp: si parlerà pure del caso di Corsico. Errante ha spiegato che dalle verifiche effettuate non compare alcuna richiesta o atto relativo all’evento con la firma del genero di Perre, Vincenzo Musitano, nome apparso «a sorpresa» sui manifesti affissi tra sabato e domenica scorsi ai muri della cittadina. E che su quanto accaduto l’altra sera in Consiglio comunale, aveva già presentato un esposto ai carabinieri e fatto una segnalazione in Prefettura.

Il sen. Mirabelli, nei giorni scorsi, in Commissione Antimafia aveva chiesto un approfondimento alle forze dell’ordine per «accertare il livello del tasso di criminalità e di infiltrazioni che eventualmente nasconde la vicenda». Lucrezia Ricchiuti, senatrice Pd e componente della Commissione Antimafia, parla di vicenda «grottesca» e di «ennesimo esempio della cialtronesca sottovalutazione da parte di alcuni amministratori locali delle infiltrazioni della ’ndrangheta al Nord». «Il sindaco Errante dapprima – afferma – porta in Giunta comunale la concessione del patrocinio di una manifestazione che è sinonimo di colonizzazione ’ndranghetista, poi, vista la malaparata, ritira il patrocinio e annulla la festa. Un maldestro tentativo di smarcarsi da inequivocabili segnali mafiosi e da condizionamenti che sono nelle cose».

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