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CATANZARO

Sanità Calabria,
la “rivoluzione” di Scura

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 Nel mondo della Sanità calabrese si è in attesa che il 15 ottobre il Tar entri nel merito dei ricorsi di alcune cliniche private contro il decreto 92 della Struttura Commissariale relativo alla forma del contratto tra Servizio sanitario regionale e cliniche private convenzionate. Nel decreto contestato viene prevista - sulla scorta del disegno legislativo 502/1992 - la decadenza dell’accreditamento per le aziende che non firmano gli accordi o che, dopo averli firmati, li contestano, formula adottata per combattere il fenomeno, assai diffuso negli anni passati, di aziende che sforavano il budget loro assegnato per poi far causa alla Regione. La Struttura Commissariale non ha presentato alcuna memoria per resistere al ricorso; anche perché nella prima fase tutto è stato fatto molto in fretta: giovedì 17 il ricorso, notificato il 25, ma il giorno prima il Tar aveva già deciso la sospensiva. Le ragioni delle parti saranno dunque discusse in udienza. Intanto mercoledì prossimo il commissario Massimo Scura e il sub commissario Andrea Urbani incontreranno i rappresentanti delle cliniche private convenzionate per discutere della “rivoluzione” che, dal 2016, cambierà molte cose su questo fronte dove spesso si annidano quegli sprechi; sprechi che la Struttura Commissariale è chiamata a combattere per specifico mandato governativo (e che altri, evidentemente, vorrebbero perpetuare per fini non nobilissimi). Dal punto di vista concettuale la “rivoluzione” prevede che dal 2016 la Regione non assegnerà più budget sulla scorta della spesa “storica” ma, molto più semplicemente, acquisterà dalle strutture private convenzionate le prestazioni occorrenti (tac, risonanze, ricoveri, interventi chirurgici e via discorrendo). Questa l’inversione di marcia che il commissario Scura vuole imprimere alla metodologia fin qui seguita: a tutte le Aziende è stata chiesta la “capacità” di offerta in termini di qualità e quantità; quindi vi sarà la verifica del fabbisogno di prestazioni da parte delle Asp per ogni territorio. L’assegnazione dei fondi avverrà dunque non è in base alla spesa storica ma alla “dinamica di committenza regionale”, con richieste preventive di prestazioni e relativo pagamento a saldo. Questo processo troverà compimento nel 2016; ne dovrebbe derivare un risparmio nei costi anche in conseguenza della scelta delle prestazioni che incidono sulla riduzione della mobilità passiva, unitamente al controllo sistematico da parte delle Asp pena la non riscossione del premio di produttività per i dirigenti.

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