Domenica, 07 Giugno 2020
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BLITZ DELLA POLIZIA

Droga, dalla Calabria
e dall'Albania
verso Catania: 19 arresti

La Polizia di Stato di Catania ha sgominato una organizzazione dedita al traffico di cocaina, marijuana e hashish sull'asse Albania-Calabria-Catania ed allo spaccio della droga nel capoluogo etneo, arrestando 19 persone. Sette sono state poste agli arresti domiciliari. All'operazione, denominata "Jonica way", hanno partecipato equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Sicilia Orientale, unità cinofile e personale delle Squadre Mobili di Messina, Ragusa, Enna e Rimini. L'operazione è stata illustrata ai giornalisti durante una conferenza stampa alla quale hanno perso parte, tra gli altri, il procuratore aggiunto Amedeo Bertone e il sostituto procuratore Tiziana Laudani. I componenti l'organizzazione avrebbero comunicato tra di loro con telefoni cellulari usando un linguaggio cifrato o avrebbero usato frasi amorose. Per quanto riguarda gli approvvigionamenti in Calabria avrebbero invece persino evitato le conversazioni telefoniche, limitandosi ad effettuare solamente squilli telefonici al fine di comunicare che lo scambio sarebbe avvenuto in un luogo precedentemente pattuito. Le indagini, coordinate dalla Procura, sono state condotte dalla squadra mobile tra il novembre del 2012 e l'aprile del 2013 e si sono avvalse delle dichiarazioni di due collaboratori di giustizia dell'area Cappello-Bonaccorsi. Promotori dell'organizzazione sarebbero stati i fratelli Vito e Michele Musumeci, rispettivamente di 31 e 49 anni, che avrebbero anche gestito le "piazze di spaccio" di via Mulini a Vento e via Alogna, nel quartiere di San Cristoforo, Bruno Cidoni, calabrese di 41 anni domiciliato nel Catanese, e Calogero Alagona, di 46, con entrambi il compito di approvvigionarsi di cocaina e marijuana.

Punto di snodo nel traffico di stupefacenti proveniente dalla Calabria era la città di Messina, dove avvenivano gli scambi. Nel corso delle indagini sono emersi i contatti con un albanese di 41 anni, Mondi Shity, domiciliato a Vittoria (Ragusa), che sarebbe stato il fornitore di marijuana e hashish. La base logistica del gruppo ed il luogo di incontro del clan sarebbero stati rispettivamente casa dei fratelli Musumeci, nel quartiere Nesima, ed un bar nello Stradale Cravona. La droga sarebbe stata conservata in casa di Lenti e in un garage di Viglianesi. Il 24 gennaio del 2013 Michele Musumeci era stato arrestato perché sorpreso con 200 grammi di cocaina, materiale per il confezionamento dello stupefacente e circa 4.000 euro in contanti. Il 14 marzo del 2013 era stato arrestato anche Vincenzo Lenti, trovato con circa due chili di hashish, 360 grammi di cocaina, una pistola e munizioni. Nell'aprile del 2013 la squadra mobile aveva arrestato Giovanni Viglianesi, trovato con 20 chili di marijuana. Il 12 aprile del 2013 erano stati arrestati Calogero Alagona, Angelo Toscano, Alfio Bracciolano, e Rosetta Buda per trasporto e detenzione di 670 grammi di cocaina. Angelo Toscano, che si era reso irreperibile, è stato arrestato inoltre perché deve espiare una pena di 4 anni ed otto mesi di reclusione per reati in materia di stupefacenti.

Gli arrestati nell'operazione denominata "Jonica way" sono: Bruno Cidoni, di 41 anni, che era già agli arresti domiciliari per altra causa; Calogero Alagona, di 46, anch'egli già ai domiciliari, Vito Musumeci, di 31, al quale il provvedimento restrittivo è stato consegnato in carcere perché detenuto; il fratello Michele di 49, già agli arresti domiciliari; Angelo Toscano, di 40; Giovanni Viglianesi, di 44, già agli arresti domiciliari; Natale Vinciguerra, di 47; Vincenzo Lenti, di 72; Mondi Shity, di 41; Antonino Puglisi, di 52; Alfio Palmisciano, di 54; Angelo Billa, di 63; già detenuto; Alessio Musumeci, di 25, per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari; Ivan Mancini, di 25, posto ai domiciliari; Antonio Gueli, di 51, posto ai domiciliari; Guido Acciarito, di 35, posto agli arresti domiciliari; Francesco Alberti, di 45, posto ai domiciliari; Alessandro Ricciardi, di 39, posto ai domiciliari;Simone Arcidiacono, di 26, posto ai domiciliari. (ANSA)

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