Lunedì, 25 Ottobre 2021
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POLIZIA PENITENZIARIA

Mezzi fuori uso
a rischio traduzioni
e processi ndrangheta

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“In Calabria più della metà degli automezzi in dotazione alla Polizia penitenziaria e destinati al trasporto dei detenuti è fuori uso a causa dell’impossibilità di garantirne la manutenzione e/o la revisione secondo le ordinarie scadenze per insufficienza di stanziamenti economici sul pertinente capitolo di bilancio”.          A lanciare l’allarme è Gennarino De Fazio, Segretario Nazionale della UILPA Penitenziari. “Peraltro – prosegue - i pochi autoveicoli ancora su strada il più delle volte hanno accumulato centinaia di migliaia di chilometri di percorrenza e giocoforza sono sottoposti ad un extra-utilizzo, in comune fra più istituti penitenziari, ed a meno di interventi immediati che ne rifinanzino la manutenzione ed i controlli sono ad alto rischio in termini di affidabilità e sicurezza. Del resto già in passato si è assistito ad incidenti, avarie e scoppi di pneumatici. In questo contesto – aggiunge De Fazio – viene messa a repentaglio la sicurezza degli operatori delle scorte, degli stessi detenuti e, più in generale, della circolazione stradale e di questo passo ben presto vi sarà anche il rischio aggiuntivo di non poter far fronte alle disposizioni delle varie autorità giudiziarie concernenti l’accompagnamento dei detenuti alle udienze pure di importanti processi di ndrangheta. La UILPA Penitenziari è impegnata su tutto territorio nazionale in manifestazioni e sit-in indetti in ogni luogo in cui è prevista la presenza del Ministro della Giustizia o dei vertici del DAP nonché nell’invitare a votare scheda bianca alla prossima tornata elettorale per rappresentare il dissenso verso una classe politica incapace di farsi carico delle esigenze e dei bisogni di chi opera nelle prime linee di quelle città fantasma, relegate a discariche sociali, che sono le nostre carceri. Non vorremmo – conclude sarcastico De Fazio – che in Calabria l’abnegazione della Polizia penitenziaria fosse costretta a spingersi sino a manifestare pure per garantire la celebrazione dei processi”.

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