Venerdì, 23 Agosto 2019
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TALENT SHOW

Il cosentino Curto
finalista a "The Voice"

La #Semifinale di #TVOI si è conclusa. I 4 Finalisti che si sfideranno per il titolo di “miglior voce d’Italia” sono:

Thomas Cheval – #TEAMNOEMI
Roberta Carrese – #TEAMPELÙ
Carola Campagna - #TEAMJAX
Fabio Curto – #TEAMFACH

La #Finale di The Voice of Italy vi aspetta mercoledì 27 maggio alle 20:30 in diretta streaming dalla #WebRoom e alle 21:10 su Rai 2!

E' stata una semifinale ricca di ospiti, quella andata in scena questa sera dagli studi Rai milanesi. La serata ha aperto sulle note del dj e produttore Robin Schulz sul palco con il brano 'Headlights' e insieme ai concorrenti del talent con la celebre 'Prayer in C'. Al nuovo live della trasmissione, oltre ai coach Piero Pelù, Noemi, Roby e Francesco Facchinetti e J-Ax, si sono presentati gli otto concorrenti rimasti in gara e ad aprire le danze hanno pensato i semifinalisti del Team Pelu'. Roberta Carrese si é confrontata con 'Sei bellissima di Loredana Berte', mentre a Ira Green sono toccate le note rock di 'Smoke on the water' dei Deep Purple. La semifinale e' stata però per i ragazzi in gara anche la prima occasione per presentare dal vivo i propri inediti, quindi la Carrese si è esibita con la sua 'La mia conquista', firmata con Pelu', mentre Ira Green ha presentato la rockeggiante 'Il tuo no', anche questa realizzata con lo zampino di Pelù. 

Delle due, la somma del televoto e del punteggio del coach ha promosso alla finale Roberta Carrese. Per il team di Noemi l'accesso alla finale se la sono giocati Thomas Cheval e Keniatta, il primo con 'Someone like you' di Adele e l'inedito 'Allons dancer' scritta da Axel Pani, nipote di Mina, la seconda invece con 'The Age of glory' di Lady Gaga e l'inedito 'On my own'. A guadagnarsi la finale, tra il diciassettenne e la voce di origine sudafricana, è stato il primo. La brianzola Carola Campagna e Sara Vita Felline, entrambe della squadra di J-Ax, si sono sfidate con le cover 'Circle of life' di Elton John e 'Non voglio mica la luna' e gli inediti 'Se solo' (che finirà in un prossimo film targato Disney) e 'Brave ragazze', intervallate dagli altri ospiti della serata, Jason Derulo e Alvaro Soler. Se nella sfida J-Ax ha preferito la Campagna, il televoto è andato nella stessa direzione assicurando la finale alla giovane voce di Triuggio, provincia di Monza e Brianza. Gli ultimi a salire sul palco di The Voice questa sera sono stati i concorrenti del team Facchinetti, Sarah Jane Olog con 'If I were a boy' di Beyoncé e l'inedito 'The cycle' dedicato al nonno scomparso, e il cosentino Fabio Curto (di Acri) con 'Emozioni' di Lucio Battisti e l'inedito 'L'ultimo esame'. Di questi ultimi due concorrenti, alla finale di settimana prossima ci andrà Fabio Curto.

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"Sono nato ad Acri - scrive Fabio Curto sul suo profilo Facebook - un paese nell’entroterra Calabro sul quale dominano alte colline verdi e piene di vita che sfociano sull’altopiano della Sila. La prossimità del mare e della montagna, nonché i rapidissimi cambi di paesaggio, che caratterizzano l’enorme territorio Acrese, mi hanno sin da bambino abituato alla flessibilità dei sentimenti, all’imprevedibilità e al suo fascino. I suoi boschi hanno sempre significato mistero per me, fitti e talvolta impenetrabili; spendevo ore da bambino, li seduto ad osservarli. Dal loro silenzio sentivo emergere vecchi passaggi di muli carichi di farina e contadini che si dirigevano verso la sila greca a raccogliere patate. Ogni tanto, proprio mentre fantasticavo su ciò sbucava davvero qualche vecchietto che mi trovava in beata solitudo impegnato nel mio gioco preferito: spaccare legna da solo. Mi piaceva percuotere il legno, sentirlo scaldarsi, sfaldarsi ed esplorarne gli odori del suo interno, le resine ed i muschi. Avevo fame di terra, di tramonti ed ogni giorno, quando il sole calava, io mi sedevo nel vigneto ancora caldo della zappa di mio nonno. Eccomi li, mi vedo, con gli occhi gonfi davanti alla semplicità stupefacente dei fenomeni naturali. In quei momenti spesso m’è accaduto che il cuore si riempisse di una strana nostalgia, che si aprisse ad un enorme ragione per la quale sentirsi immensi e commossi senza capirne la vera ragione. Non mi interessava capirne la ragione, mi bastava poter sentire quella sensazione intraducibile e carica di languore…in fondo facevo bene a non interrogarmi troppo sulla cosa, poiché non l’ho capita neanche adesso e mi sta bene così, accovacciata…".

 

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