Giovedì, 30 Giugno 2022
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PROCESSO LANZINO

Sciopero penalisti
udienza rinviata

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Luca Chianelli

E' stata rinviata a causa dello sciopero degli avvocati penalisti, al prossimo 19 marzo l'udienza, prevista per questa mattina, davanti alla Corte d'assise di Cosenza, del processo per l'omicidio di Roberta Lanzino, la studentessa violentata e uccisa nel luglio del 1988. Il 19 marzo saranno ascoltati i militari del Ris di Messina, che hanno analizzato i campioni di terriccio trovati, all'epoca, sotto il corpo di Roberta e su cui sono state trovate tracce di liquido seminale, dal quale e'stato estratto il Dna del presunto assassino. Le analisi comparative hanno sancito la non compatibilità  con quello di Franco Sansone, imputato,  e Luigi Carbone, scomparso per lupara bianca e presunto complice di Sansone. Dopo il rinvio  presidente della corte Antonia Gallo ha fissato al prossimo 1 aprile un'altra udienza per valutare se  proseguire nell'istruttoria o andare avanti al dibattimento. Posizione fortemente contestata dal legale della famiglia Lanzino, Ornella Nucci che ha ricordato la delicatezza del processo che non può essere liquidato frettolosamente. Il consulente della famiglia Lanzino, il criminalista Luca Chianelli, ha sottolineato l’importanza che riveste il DNA isolato, è un dato scientifico in mano agli inquirenti. “La  Procura di Paola – ha detto - avendo questo importante punto di partenza, che è il profilo genotipico dell'assassino, dovrà riavviare un'attività investigativa per individuare dei sospettati con cui eseguire la comparazione genetica. Dal terriccio che si trovava al di sotto del corpo di Roberta e quindi riconducibile, senza dubbi, alla fase della violenza e dell'omicidio – ha aggiunto il criminalista Chianelli – sono state individuate e repertate delle tracce biologiche riconducibili a liquido seminale dal quale è stato isolato un profilo genotipico che è quello del violentatore e dell'assassino. I Ris di Messina hanno comparato il profilo individuato con il profilo genotipico degli imputati, che ha dato esito negativo. Questo caso – ha proseguito – presenta delle analogie con quello di Yara Gambirasio. Per il caso di Yara sono stati eseguiti 21mila Dna, che corrispondono a milioni di euro spesi, facendo un'investigazione a tappeto per esclusione, ma quando si procede per esclusione vuol dire che non si hanno delle idee chiare e quindi soltanto per alcune vittime ciò è possibile. Per altre vittime, come nel caso di Roberta, ci sono state delle problematiche a livello investigativo già dall'inizio. Quindi, questo caso è partito male ed è stato costellato da una serie di lacune». 

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