Venerdì, 18 Gennaio 2019
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CATANZARO

Il Tar azzera 4 Giunte, poche donne

azzerate giunte, Calabria, Archivio
montalto uffugo

Il Tribunale amministrativo regionale di Catanzaro ha azzerato "per aver disatteso gli obblighi del 40% di donne in giunta introdotto nel 2014 dalla legge 'Delrio'", gli esecutivi dei comuni di Montalto Uffugo, Torano Castello, Rombiolo e Vaccarizzo Albanese. La decisione è stata adottata in accoglimento dei ricorsi presentati dall'Ufficio della Consigliera di Parità della Regione e sottoscritti congiuntamente ai consiglieri di minoranza, a singoli cittadini e cittadine, e nel caso di Montalto Uffugo, anche dal Centro anti violenza Roberta Lanzino. "I provvedimenti - è scritto in un comunicato dell'Ufficio della Consigliera di parità della Regione - confermano tutte le motivazioni dei ricorsi, accogliendoli in toto: il Tar ha accolto la tesi sostenuta dalla ricorrente, assistita dalle avvocate Manuela Albanese e Rosa Lacava, in base alla quale le giunte sono illegittime per carenza di istruttoria: ignorando gli obblighi di legge, i sindaci hanno composto giunte squilibrate nella rappresentanza di genere senza svolgere una preliminare ed adeguata attività di ricerca sul territorio dalla quale si potesse evincere una carenza assoluta di donne disponibili ad assumere l'incarico di assessore. Le medesime argomentazioni sono state sostenute dagli altri ricorrenti, rappresentati dalle avvocate Alba Mazzotta e Rossella Barberio, nel giudizio contro Montalto Uffugo. "Sono orgogliosa - afferma la consigliera di parità Maria Stella Ciarletta - dei risultati ottenuti. I ricorsi sono il frutto di un lavoro chirurgico di monitoraggio sul risultato delle elezioni amministrative dello scorso maggio in Calabria. L'obbligo del 40 percento di donne in giunta per i Comuni sopra i tremila abitanti, introdotto dalla legge Delrio, è inequivocabile e richiede un ulteriore impegno per i sindaci per garantire la piena realizzazione dei principi della rappresentanza paritaria, ad oggi disattesi sul territorio calabrese, e non solo. Si tratta di una regola di diritto, che va rispettata e sulla quale si è creato una vera e propria rete di cittadini e istituzioni che si sono uniti per agire in giudizio:consiglieri di minoranza, semplici cittadine, l'Ufficio della Consigliera di Parità e, nel caso di Montalto Uffugo, anche il Centro anti violenza Roberta Lanzino. Queste sentenze sono le prime, a livello nazionale, ad intervenire in materia di applicazione della legge Delrio, e sanciscono una regola tanto rivoluzionaria quanto apparentemente banale: le pari opportunità sono un principio di diritto vincolante e obbligatorio e non una mera formula di stile per impreziosire i testi legislativi. Di conseguenza la loro violazione comporta delle conseguenze giuridiche importanti quali la nullità delle giunte nominate".(ANSA)

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