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CATANZARO

Favori ai Bellocco,
in 6 a giudizio

bellocco, giusti, Reggio, Calabria, Archivio

 Hanno chiesto di essere processate con rito abbreviato sei delle sette persone coinvolte nell’inchiesta sui presunti favori al clan Bellocco di Rosarno. E di conseguenza è stata fissata per il prossimo 5 dicembre l’udienza preliminare, dinnanzi al gup di Catanzaro Giuseppe Perri, a carico di Domenico e Rosso Bellocco, Domenico Punturiero, Gaetano, Giuseppe e Rocco Gaetano Gallo. Va avanti con rito ordinario - nuova udienza dopodomani - il processo già incardinato al Tribunale di Catanzaro nei confronti del principale imputato, il giudice Giancarlo Giusti (nella foto). Tutti sono coinvolti nell’inchiesta scaturita dall’operazione “Abbraccio”; le accusa vanno, a vario titolo, dal concorso esterno in associazione mafiosa alla corruzione in atti giudiziari aggravata dall’agevolazione mafiosa. Le indagini, secondo gli inquirenti, avrebbero consentito di documentare, con il supporto di numerose intercettazione telefoniche ed ambientali in carcere e di vari riscontri, che Giusti, in qualità di magistrato componente del collegio del Tribunale del Riesame di Reggio Calabria, avrebbe favorito la scarcerazione di elementi considerati di vertice della potente cosca di ‘ndrangheta dei Bellocco operante sul territorio di Rosarno. I soggetti all’epoca dei fatti interessati dall’operazione, secondo il disegno accusatorio, avrebbero operato in concorso fra loro «nel quadro di un’unica determinazione criminosa finalizzata – evidenzia l’ordinanza – a commettere il reato di corruzione in atti giudiziari, avendo posto in essere tali condotte per consentire il ritorno in libertà di tre esponenti di rilievo della cosca». Nel dettaglio, Giuseppe e Gaetano Gallo sono accusati di aver stretto l’accordo corruttivo per ottenere la scarcerazione del loro congiunto Rocco Gaetano tramite Domenico Bellocco, che avrebbe contattato il giudice Giusti; Rocco Gaetano Gallo per aver sborsato 40mila euro; Rocco Bellocco per aver stretto l’accordo corruttivo e pagato il giudice Giusti; Domenico Punturiero per aver fatto da intermediario. Del collegio difensivo fanno parte gli avvocati Nunzio Raimondi, Adele Manno, Guiido Contestabile e Giuseppe Femia.

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