Lunedì, 16 Maggio 2022
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COSENZA

Anche il volto d’un neonato nei video dell’orrore

Ha la manina davanti al viso e dorme tranquillo, ignaro dello squallore che lo circonda. A tratti sorride debolmente ma non si sveglia. È uno dei pochi filmati che hanno strappato un sorriso agli inquirenti chiamati a indagare sulla squallida storia di pedofilia, sfruttamento e infanzia negata che sarebbe stata scritta nei mesi passati in città da Aldo Turano, un settantaquattrenne ex guardia giurata, e dai “genitori” di tre ragazzine rom che sopravvivevano nella favela alla periferia di Cosenza. E che secondo l’accusa erano vendute periodicamente da “mamma” e “papà” all’anziano che ne abusava sessualmente riprendendo tutto con il telefonino trasformata in una videocamera degli orrori. La quale oltre alle tre sorelline ha registrato pure il volto di almeno un’altra ragazzina. E poi del neonato teneramente addormentato, sul quale però in nessuno dei video e delle immagini sequestrati a Turano, emergono tracce d’abusi d’alcun genere. Il filmato visionato dai carabinieri dei colonnello Giuseppe Brancati e dal pm Domenico Assumma mostra solo una zoomata sul tenero volto del piccolo (o forse piccola, non è facile definirne il sesso) e poi una ripresa più larga. In totale un minuto, o forse meno. Che però è finito anch’esso al vaglio degli inquirenti poiché era assieme a quello delle violenze sessuali sui minori. Bisogna capire perché anche quei frame fossero lì, chi è il neonato immortalato e quando è finito nel microbiettivo del telefonino del 74enne. A queste, e magari pure altre domande, i militari del tenente Jacopo Passaquieti e la magistratura inquirente proveranno a dare risposte nel prosieguo delle indagini poiché l’inchiesta è tutt’altro che conclusa. Anzitutto perché non è ancora ben chiaro quante sono le vittime del presunto pedofilo, al quale la procura contesta una lunga serie di reati: pornografia minorile, detenzione di materiale pornografico, adescamento di minorenni e pure usurpazione di titoli. Perché per guadagnare la fiducia dei genitori delle vittime si sarebbe presentato come maresciallo in pensione. E pare che negli ultimi giorni stesse pure preparando la fuga. Il gip ha convalidato il fermo di tutti e tre ed emesso nei loro confronti ordinanze di custodia cautelare in carcere.

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