Martedì, 24 Novembre 2020
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REGIONE

Fondo Garanzia
sigilli per 12,5 mln
12 indagati

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Le fiamme gialle della compagnia Cosenza coordinate dal procuratore di Catanzaro Antonio Vincenzo Lombardo e  dal sostituto Paolo Petrolo, hanno sequestrato un fondo di garanzia della regione per 12,5 milioni  di euro.  Dodici le persone indagate per peculato:  dieci componenti dell’esecutivo regionale in carica nel 2009 e due dirigenti regionali. Partendo da una normale attività di controllo con acquisizione di documenti nel marzo scorso gli 007 della guardia di finanza della città dei bruzi si sono imbattuti in un meccanismo sospetto. Siamo nel 2008. La regione pubblica un bando rivolto alle imprese nell’ambito  del piano di azione finalizzato all’inserimento nel mercato del lavoro e all’incremento occupazionale. Le risorse sono europee, a fondo perduto e date in anticipo, una occasione ghiotta! In cambio le aziende devono avere i requisiti di solvibilità e affidabilità patrimoniale certificati da una polizza fideiussoria rilasciata dalle banche. Polizze che servono a garantire la regione in caso di inadempienze. Ebbene, spulciando tra i documenti, incrociando i dati le fiamme gialle hanno scoperto che ben 200 delle aziende partecipanti erano sprovviste dei requisiti minimi di solvibilità per cui nessuna banca avrebbe concesso loro le fideiussioni. Allora che si inventa il governo regionale di centrosinistra  in carica nel 2009, probabilmente per non rimandare indietro i fondi europei? Costituisce un fondo di garanzia con risorse regionali destinate ad altre finalità per 12 milioni e mezzo e consente ad una banca di emettere le polizze che assicurano anche alle imprese inaffidabili di ottenere i finanziamenti. Un paradosso: la regione che doveva essere soggetto garantito contro l’alto rischio inadempienza, diventa garante e,  beffa nella beffa, dalle indagini sarebbe emerso che le aziende  non solo avrebbero  intascato i soldi senza rispettare gli obblighi e pagare penali, ma non  avrebbero assolutamente incrementato i livelli occupazionali.   Le indagini sono ancora in corso,  non si escludono clamorosi sviluppi.

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