Lunedì, 09 Dicembre 2019
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REGGIO

’Ndrine, la Svizzera...
non è neutrale

 Ndrangheta d’esportazione. Anche in Svizzera operava la mafia calabrese. Era più che attiva la “locale” di Frauenfeld, espressione elvetica delle cosche di Fabrizia (Vibo Valentia) e «sulla linea dei Mazzaferro », la cosca che domina Marina di Gioiosa Jonica. In Svizzera, da 40 anni, gestivano affari – dai traffici di cocaina alle armi, dalle estorsioni agli omicidi – seguendo le regole decise dalla “Provincia” reggina. Con la benedizione di don Mico Oppedisano, l’anziano patriarca di Rosarno indicato come il “capo dei capi” e riconosciuto dagli inquirenti come «il saggio e custode delle regole». A Frauenfeld, capoluogo del Canton Turgovia popolata da poco più di 23 mila anime, operava una “locale” in piena regola. Perfettamente riconosciuta. Ogni decisione veniva presa secondo gli intramontabili rituali di ’ndrangheta. Dalle regole, al linguaggio, dagli onori ai ruoli. ’Ndrangheta vera, da 40 anni, in Svizzera. Lo svelano, fieri, gli stessi referenti oltrealpe nel summit registrato dai carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria e dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia che stanno lavorando all'operazione “Crimine”. In venti, sono seduti attorno a un tavolo. Qualcuno legge il rituale dell’affiliazione, nel segno di “Osso, mastrosso e carcagnosso”, mentre il boss incoronato dalla “madre” calabrese delinea le strategie criminali. «La nostra società è formata da 40 anni». Aggiungendo: «Il “locale” risponde a Fabrizia». L’inchiesta “Helvetia” è stata completata ieri dall’Arma di Reggio. Si tratta di una pagina, l’ennesima, della storica operazione “Crimine”. In diciotto sono stati sottoposti a fermo perchè responsabili di associazione di tipo mafioso, con l’aggravante della transnazionalità del reato in quanto commesso in Italia e Svizzera. Le restanti sedici persone «di attiva e contemporanea localizzazione da parte degli organi di polizia federale in territorio elvetico» saranno arrestate dopo l’espletamento delle procedure estradizionali. I due calabresi – entrambi di Fabrizia - sono Antonio Nesci e Raffaele Albanese.

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