Martedì, 24 Novembre 2020
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SANITÀ

Scopelliti bara
l'affondo di Guccione

La sanità calabrese deve essere sottratta alle scorribande e alle vendette che si consumano tra le correnti del centrodestra calabrese. E' quanto chiede il consigliere regionale del PD, Carlo Guccione che in una nota denuncia anomalie e irregolarità. " In una situazione dove non viene rispettata più alcuna regola e i principi di correttezza e buona amministrazione sono continuamente sacrificati a logiche di potere, succede addirittura - afferma Guccione -  che il non più presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, come risulta dall'elenco dei decreti pubblicato sul sito della Regione Calabria, continua a firmare, in qualità di commissario per attuazione del piano rientro, diversi dpgr (Decreto presidente giunta regionale) tra cui il n. 60 del 26 giugno 2014 che alla seconda pagina dice testualmente: "Regione Calabria, il presidente della giunta regionale nella qualità di commissario ad acta per attuazione del Piano di rientro dal disavanzo sanitario..." facendo finta di ignorare che le sue dimissioni e successivamente la sospensione comminatagli per effetto della legge Severino, gli impediscono di poter esercitare questo ruolo e di continuare a firmare decreti in qualità di governatore. Mentre la sanità calabrese vive uno stato emergenziale perché non riesce a garantire i Livelli Essenziali di Assistenza, il centrodestra è impegnato ad utilizzare la sanità come terreno per una battaglia politica interna finalizzata al mantenimento e al controllo della leadership tra le varie componenti dello schieramento che fino ad ora ha governato la Calabria. Il governo nazionale - conclude Guccione -  non può assistere inerme a questa battaglia per il potere combattuta sul diritto costituzionale alla salute dei calabresi. Deve essere nominato subito il nuovo commissario per l'attuazione del Piano di rientro e vanno con lui affrontate le questioni che riguardano l'immediato sblocco del turnover per medici, paramedici e infermieri ai fini della garanzia dei livelli essenziali di assistenza e del ripristino di condizioni minime di legalità e trasparenza".

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