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Sono centinaia, ma sicuramente saranno migliaia da qui a qualche giorno,  i calabresi che si sono visti recapitare  una lettera dall’ASP con la quale vengono invitati a rimborsare prestazioni non dovute. Si va da 50 euro fino a 1-2 mila euro. Il tutto entro 60 giorni. Una mazzata insostenibile per molti. Ma cosa è successo? Pare, almeno da quello che si legge nella missiva che dai controlli fatti sulla veridicità delle autocertificazioni per godere dell’esenzione ticket periodo 2011, siano emerse incongruenze, ovvero si è usufruito di un diritto indebitamente. Nella lettera vengono indicate le prestazioni, i medicinali e relative farmacie o centri diagnostici con l’importo e la data. E poi l’intimazione: se non si provvede a saldare il debito entro 60 giorni, verrà inibito l’accesso alle prestazioni specialistiche ambulatoriali previste dal sistema sanitario nazionale. Vale a dire niente più visite, niente più esami, niente più farmaci esentati. Una tegola piovuta su tantissime persone, soprattutto pensionati e con redditi minimi che in questi giorni stanno prendendo d’assalto gli uffici distrettuali dell’ASP di Cosenza. Pare che i controlli siano stati effettuati con il supporto della Guardia di Finanza nell’ambito della lotta ai furbetti delle agevolazioni. Coloro che dichiarano bassi redditi per poter godere dell’esenzione ticket. Ben venga la lotta all’evasione. E’ assodato che in sanità come in altri settori c’è chi approfitta di benefici non dovuti dichiarando redditi al di sotto della soglia prevista e poi ha case e rendite,  ma probabilmente in questo calderone sono finite tante persone che invece sono legittimate ad ottenere l’esenzione. Probabilmente si aprirà un lungo complesso contenzioso. Le lettere sono state inviate per posta prioritaria. Il destinatario potrebbe non riceverla o riceverla in ritardo. Si parla di 60 giorni a partire dal ricevimento, ma non ci sono timbri.  E la cosa che più preoccupa è la sospensione dell’erogazione in caso di mancato pagamento. Ci sarà pure chi ha i soldi, ma chi è incappato in un eventuale errore e non ha la possibilità di farsi assistere da un legale deve rinunciare a curarsi?

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