Domenica, 17 Ottobre 2021
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MAFIA

Dal "cda" delle 'ndrine
al ritorno della lupara

'ndrangheta, camorra, cosa nostra, mafia, Calabria, Archivio

La conferma di un vero e proprio Consiglio di amministrazione a capo della 'ndrangheta calabrese, il ritorno della 'lupara bianca' in Sicilia, l'influenza dei casalesi nella criminalità pugliese del foggiano e nell'area garganica. Sono alcuni degli 'scatti' che emergono dalla Relazione trasmessa dalla Direzione nazionale antimafia, guidata da Franco Roberti, alla Procura generale della Cassazione, per l'anno giudiziario, come contributo nell'analisi dei nuovi "processi di adeguamento delle organizzazioni mafiose ai mutamenti della situazione economica e sociale". 

HOLDING 'NDRANGHETA - "Deve confermarsi ancora una volta il dato della tendenziale unitarietà di tale organizzazione criminale: l'esistenza di una sorta di 'Consiglio di amministrazione della holding', che elegge il suo 'presidente', è un dato che giudiziariamente ha trovato plurime conferme". Per quanto riguarda il business, oltre alla "perdurante posizione di assoluta primazia nel traffico internazionale di stupefacenti" che si avvale anche "del controllo quasi totalizzante sul porto di Gioia Tauro", emerge "specie nel settore immobiliare" il reinvestimento dei narco-guadagni. 

SOCIETA' MISTE - Specie per le cosche di Reggio Calabria, emerge una "particolare capacità di inserirsi nella gestione delle società pubblico-private attraverso cui vengono forniti i principali servizi alla cittadinanza". 

COLONIZZAZIONE - Di "alcune aree del nord", con "radicamento di strutture aventi una propria autonomia operativa e non solo articolazioni periferiche della organizzazione con base in Calabria". Modello definibile "a configurazione reticolare" delle 'ndrine attive in Lombardia e Piemonte. 

MAFIA E LUPARA - Torna "un moderato, rinnovato ricorso all'omicidio che, nell'anno appena trascorso, si è manifestato nuovamente nelle forme della cosiddetta 'lupara bianca'". 

VERITA' SULLE STRAGI - Apprezzamento per il lavoro della Dda di Caltanissetta che ha portato alla "riscrittura della fase esecutiva della strage di Via D'Amelio, con l'individuazione dei reali autori del gravissimo evento". E per l'indagine su Capaci, che "costituisce un importante tassello del complessivo lavoro investigativo e processuale operato al fine di approfondire quanto recentemente emerso in materia di responsabilità penali per le stragi mafiose del 1992". Anche la Corte di Assise di Palermo "sta sottoponendo a verifica dibattimentale i risultati conseguiti, su ulteriori profili correlati, dall'ufficio inquirente di quel tribunale". 

SOMMERSIONE SACRA CORONA UNITA E CASALESI - Continua questa strategia di mimetizzazione, pur "in presenza di alcuni segnali di ripresa della conflittualità interna". Alla "marcata localizzazione salentina della Scu corrisponde l'emersione sempre più chiara di gruppi criminali operanti nel foggiano e nell'area garganica, con l'instaurarsi di rapporti con le organizzazioni del casertano (clan dei casalesi) e una crescente infiltrazione nelle maggiori attività amministrative ed economiche. Nel barese, "atomizzazione" dei sodalizi. CAMORRA FLUIDA - Si conferma "la estrema duttilità operativa e fluidità organizzativa: il fenomeno, quasi compulsivo, di continue scissioni nell'ambito di una stessa organizzazione è dimostrativo da una parte della capacità dello Stato di disarticolare rapidamente gruppi armati attivi anche per poche settimane. Dall'altra, dimostra che i clan camorristici adottano forme organizzative per così dire diffuse e poco centralizzate, recuperando uno spazio di azione più fluido ed orientando in direzioni nuove il proprio patrimonio relazionale". 

MAFIE STRANIERE TEMIBILI COME LE AUTOCTONE - Si è consolidata la criminalità nigeriana attiva nell'immigrazione clandestina, nella tratta degli esseri umani e nel traffico di droga. "non ha ambizioni di controllo del territorio ed evita così conflitti con le organizzazioni locali nazionali". "Rilevante" è la criminalità rumena, che fa leva su "conoscenze tecnologiche e informatiche", ha grande mobilità e flessibilità. Quella cinese oltre alla gestione dei flussi immigratori, allo sfruttamento della prostituzione, alla contraffazione con correlata evasione fiscale e riciclaggio, si sta dedicando anche al "traffico illecito di rifiuti" che sta assumendo "proporzioni allarmanti".

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