Martedì, 17 Maggio 2022
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COSENZA

Teatro dell'Acquario
di scena Scalercio
e il cosentino medio

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Si chiama ‘Lezioni di cosentino, volume 1’ lo spettacolo teatrale con cui Nunzio Scalercio chiuderà la stagione 2013 del teatro dell'Acquario di Cosenza. Domenica 29 e lunedì 30 dicembre, alle ore 21:00, sulle tavole dello storico teatro off bruzio, sarà messa a nudo la Cosenza degli ultimi tempi. Tanti gli ospiti che si alterneranno nelle due serate: John Trumper e Marta Maddalon (professori di Glottologia e Linguistica Generale dell'Università della Calabria) scioglieranno molti nostri dubbi linguistici (che significa «rarica di tutumaglio»? «Non chiavarci a na turra» si può dire in televisione? Perché si dice «Ti salutu ped'i ficu»?); l'attrice Francesca Marchese farà rivivere Donnu Pantu, il Dante Alighieri della Calabria, attraverso una particolare interpretazione della «Cazzeide», accompagnata dai musicisti Leon Pantarei Vulpitta e Checco Pallone. Sono due i duetti previsti da Scalercio: con Rosa Martirano, regina incontrastata del jazz cosentino e con l'attore Lindo Nudo, direttore artistico della compagnia Teatro Rossosimona e della residenza “Un piccolo teatro d’arte per l’area urbana”, assieme al quale interpreterà per la prima volta dal vivo, tra le parodie cult di Spigaweb, la più discussa, quella che ha movimentato in un certo qual modo il dibattito politico cittadino dell'anno che si chiude. La satira di Scalercio, sempre attento alla res brutia, prenderà di mira l'essere cosentini oggi. Per Scalercio, non esiste un cosentino «medio», un soggetto che possa rispecchiare, da solo, tramite media matematica, le tante anime, le sfaccettature, i caratteri, i tic e le nevrosi del cittadino moderno della città di Telesio. Scalercio è interessato a descrivere la pluralità dei caratteri, i più disparati - dall'intellettuale al meno colto, dallo «scafato» all'ingenuo - dell'homo brutius, attribuendo a ciascuno una propria dignità, la possibilità di andare in scena, l'opportunità di essere «cantato». E la premessa di Scalercio, al proprio pubblico, è questa:   “È arrivato il momento di mettere le cose in chiaro, di guardarsi allo specchio e di pagare il conto. E tu non sarai esentato. Non puoi sfuggire. Ti senti cosentino, hai ostentato i tuoi natali bruzi in lungo e in largo? Hai sempre disdegnato l'oltre-campagnano come provincia dell'Urbe brutia?  Hai la foto di Bernardino Telesio fissa sul cruscotto con messaggio "non correre papà"? Essere cosentino per te è sempre stato motivo d'orgoglio? Ok.  Ora dovrai fare i conti con la realtà.  Capire davvero cosa significa esserlo fino in fondo. Nella buona e nella cattiva sorte. ‘Perché dopotutto, Alarico era venutu in Italia pi ti fa u cuappu e tu festeggi le Invasioni cumu si fossa vinutu gisucristu, pruissù!’

 

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