Venerdì, 22 Febbraio 2019
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PARCO SILA

Svuotamento laghi
dubbi di Legambiente

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lago arvo

“Chiediamo con urgenza all’Ente Parco nazionale della Sila e al Ministero dell’Ambiente chiarimenti sul progetto della società elettrica A2A che intende svuotare i laghi Ampollino e Arvo per effettuare interventi di manutenzione alle opere di presa dei due bacini idroelettrici”. È quanto chiede Legambiente. “Le notizie, parziali e approssimative, su un intervento che prevede la fluttuazione del livello dei laghi e il parziale svuotamento dei bacini idroelettrici destano seria preoccupazione sulla reale conservazione di habitat e specie presenti e sulla integrità del paesaggio naturale di cui i laghi sono elementi fondanti ed inscindibili dell’identità dell’area protetta silana”. Secondo Legambiente gli interventi di manutenzione in programma il prossimo mese di settembre che prevedono lo svaso e la pulizia del fondo dei due laghi per migliorare l’efficienza degli impianti e aumentare la produzione di energia non appaiono adeguate. Divenuta proprietaria di una parte delle centrali idroelettriche della Sila, la multinazionale “A2A” – primaria azienda del settore dei multiservizi nata dalla fusione di due tra le più importanti municipalizzate italiane, capace di produrre nel 2012 un fatturato di 6,5 miliardi di euro e un utile di 260milioni – intende dunque intervenire con modalità che non sembrano ben rappresentare l’azienda in termini di qualità ed efficienza tecnica e finanziaria, aspetti per cui è rinomata nel mondo. Legambiente chiede alle autorità competenti di verificare le proposte della società e in particolare se queste rispondano alle prassi di intervento in un ambiente montano tutelato, che per oltre l’80% è interessato da foreste, con una forte presenza di elementi naturali quali fiumi e laghi che sono segni distintivi del paesaggio e rappresentano la missione e l’identità naturalistica dell’area protetta. Svuotare i laghi ci sembra un’idea superata, magari possibile nel precedente secolo e comunque fuori dal tempo”.

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