Venerdì, 21 Settembre 2018
CELICO (CS)

Perseguita presunto rivale
in manette stalker 44enne

ambulante, arresto, celico, cosenza, granieri, procura, stalking, Calabria, Archivio

Un tarlo malefico si era insinuato nella sua mente. Era convinto che l’ambulante di frutta avesse una relazione con la moglie. Inutili le rassicurazioni della donna. Piano piano l’odio verso il presunto rivale è montato fino ad assumere contorni ossessivi. Protagonista di una gravissima storia di stalking, Michele Cannata, 44 anni di Celico con piccoli precedenti, finito agli arresti domiciliari. Vittima un commerciante ambulante di frutta e verdura che lavora nei comuni della presila entrato in un vero e proprio tunnel di minacce, aggressioni, violenza. Per quasi cinque mesi la vita dell’uomo è stata un inferno. Costretto ad uscire accompagnato da parenti o amici. Più volte si sono rese necessarie le cure sanitarie per le lesioni provocate da Cannata.  Più volte è stato bloccato per strada e apostrofato con improperi e minacce di morte, più volte ha rischiato di essere investito, più volte si è visto, pedinare,  inseguire, persino sull’autostrada e sbarrare la strada. È stato anche tamponato mentre era alla guida del suo camion. Ovunque andasse Cannata era li pronto ad aggredirlo. Per l’ambulante  mesi di terrore che gli hanno provocato uno stato evidente di ansia e di paura per la propria incolumità e per quella dei familiari, come argomentato nella richiesta di arresto presentata al GIP dal pm del tribunale di Cosenza, Salvatore di Maio, a cui il procuratore capo Dario Granieri ha affidato il caso. Per gli inquirenti il reato di stalking è conclamato. Lo stillicidio persecutorio, le aggressioni denunciate dalla vittima sono state ampiamente documentate e riscontrate dai carabinieri  intervenuti in varie occasioni, dalla richiesta di ammonimento presentata dall’ambulante alla questura di Cosenza. Un quadro indiziario grave che per il procuratore Granieri richiedeva l’arresto in carcere, anche per la pericolosità del soggetto e per il rischio di reiterazione del reato, il Gip ha invece consesso i domiciliari. Una condotta delittuosa  che come – scrive il pm – ha assunto contorni inquietanti e allarmante che hanno inciso profondamente sulla psiche della vittima costringendola a cambiare il proprio modus vivendi. Una violenza assurda scatenata da una gelosia patologica  che di solito si consuma ai danni delle donne, in questo caso il bersaglio è diventato il presunto rivale.  

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