Mercoledì, 26 Settembre 2018
CORIGLIANO

Gli “strumenti di morte”
misteriosamente spariti
dalla valle di Chiubbica

fabiana luzzi, Calabria, Archivio

L’inchiesta che ricostruisce l’orrore di Corigliano conserva ancora un mistero. Un giallo che resiste a quattro giorni dall’agghiacciante scoperta di quel corpo carbonizzato in mezzo alla spianata che s’allarga in un agrumeto nelle campagne di contrada Chiubbica. È da quella notte che i carabinieri cercano invano nella vegetazione spontanea il coltellino utilizzato dal diciassettenne per colpire la sua ex fidanzatina all’addome e al torace. Uno strumento di morte che sembra sparito nel nulla. Introvabile proprio come la tanichetta utilizzata per trasportare la benzina servita, poi, a dare fuoco alla ragazza quand’era ancora in vita. Sono, forse, gli unici passaggi ancora incompleti di una indagine che sembra avere già espresso parecchio, probabilmente tutto, al di là dei dubbi della difesa.

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