Mercoledì, 26 Settembre 2018
OMICIDIO FABIANA

Il dolore dei volontari
attivati per le ricerche

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“Quella di Fabiana è  una delle vicende più tragiche, assurde, dolorose che ci sia mai capitata in tanti anni di attività”. Sono sconcertati e sgomenti i volontari del gruppo cinofilo “I lupi delle Serre Consentine” di Mendicino, diretto da Arturo Bruno,  che sabato scorso erano stati allertati dalla Protezione Civile Regionale per la scomparsa, quando ancora si parlava di scomparsa, della sedicenne di Corigliano. Il fax di allerta della Sala Operativa di Germaneto arriva alle 19.00. Si chiede l’intervento per le ricerche di una ragazza scomparsa “Fabiana Luzzi, allontanatasi dopo l’uscita dalla scuola ‘Luigi Palma’ del comune di Corigliano Calabro il pomeriggio del 24.05.2013. Le operazioni saranno coordinate dai carabinieri di Corigliano Calabro”.  Il tempo di organizzare il gruppo, i cani addestrati per la ricerca delle persone e i volontari partono alla volta di Corigliano Calabro. Sono le 19.15. Arrivati sul posto, insieme ai carabinieri vanno subito a casa di Fabiana. Qui ad attenderli i genitori della ragazza. La mamma ha preparato indumenti e scarpe della sedicenne da far fiutare ai cani. E’visibilmente, preoccupata, angosciata, ma fiduciosa che i volontari avrebbero trovato la figlia. Mentre stanno  per avviarsi, un carabiniere in maniera riservata li avverte che il corpo della giovane è stato ritrovato su indicazione del fidanzato reo confesso. Attimi di disorientamento, sconcerto, sforzarsi di trattenere le lacrime e l’emozione per non far capire nulla ai genitori che ancora non erano stati informati, bisognava prepararli, trovare le parole giuste, ma quali sono le parole giuste – viene da chiedersi -  da dire ad un padre, ad un madre in queste circostanze? Come spiegare che Fabiana non c’era più e che era stata uccisa, martoriata, in maniera brutale, disumana? I volontari dell’unità cinofila lasciano la casa, si rimettono in auto con il cuore pesante per un epilogo che mai avrebbero immaginato. Giunti in sede inviano la comunicazione alla sala operativa della protezione civile regionale. 

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