Lunedì, 24 Settembre 2018
GDF

Castrovillari, scoperta
megatruffa all’Inps

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Soldi e pallottole. Sullo sfondo una ingegnosa truffa all’Inps e un omicidio mancato. Approfondiamo. Un’inchiesta della procura di Castrovillari sta svelando un incredibile raggiro operato in danno dell’Istituto nazionale di previdenza sociale. Decine di persone, infatti, avrebbero ottenuto l’indebito versamento di rate pensionistiche mai riscosse da ignari anziani residenti nell’area compresa tra il Pollino e la Sibaritide. Il meccanismo scoperto dal procuratore Franco Giacomantonio è semplice ed efficace. I beneficiari della truffa, presentando false attestazioni, si sarebbero presentati agli sportelli della sede castrovillarese dell’Inps come nipoti o eredi dei pensionati realmente destinatari dei ratei non riscossi ottenendo, così, il diritto d’incassare ingenti somme di denaro. Le indagini condotte dai finanzieri del colonnello Giosuè Colella hanno accertato esborsi dell’ente pubblico erogatore per centinaia di migliaia di euro. L’inchiesta, condotta dai pm Maria Grazia Anastasia e Francesco Santosuosso, pur essendo ancora coperta da un rigido segreto istruttorio ha, per forza di cose, registrato tuttavia un imprevisto colpo di scena. I finanzieri della compagnia di Sibari avevano piazzato su un’auto usata da due indagati coinvolti nel “giro” truffaldino delle microspie che, la sera dell’undici marzo, hanno registrato un agghiacciante colloquio tra Mario Filippo, 30 anni, di Castrovillari e tale “Tommaso” al momento non identificato. I due “compari”, ignari d’essere intercettati, parlavano della esecuzione di un omicidio. Un delitto da compiere nei giorni seguenti facendo uso di una pistola che avrebbe dovuto procurare Mathia Filippo, 29 anni, fratello di Mario. Il piano prevedeva pure la sepoltura del cadavere in un luogo imprecisato. Facendo sparire la vittima con il tristemente noto sistema della “lupara bianca” non sarebbe  stato infatti creato allarme sociale e si sarebbero tenute lontane le forze di polizia. Ma ecco cosa dice Mario Filippo al misterioso interlocutore: «Tom - maso fallo venire che ce lo puliamo noi...andiamo io e te...Fallo venire senza che sa niente nessuno che come viene lo accoppiamo, facciamo una fossa e ce lo buttiamo...». Il trentenne chiama poi in causa il germano, Mathia. «Glielo diciamo a Mathia, non deve sapere niente nessuno... Ce la trova Mathia...». Il riferimento è all’arma da utilizzare per l’assassinio. I due infatti continuano: «Lo buttiamo in un fosso, andiamo io e te, lo fai venire un pomeriggio all’imbrunire, gli tiriamo un colpo, lo buttiamo in un fosso e come vuole andare va, ormai tanto...Veloce veloce che non deve sapere niente nessuno, lo dobbiamo sapere solo io e te e basta! Lo seppelliamo in un fosso... ». Il misterioso Tommaso insiste poi sulla pistola e dice a Mario Filippo: «Se tuo fratello tiene dove trovarla...me lo devi far sapere subito... Quando arriva lo impiombo nella faccia e buonanotte». Ascoltata la conversazione i finanzieri hanno immediatamente allertato il procuratore Giacomantonio ed i magistrati inquirenti che hanno disposto il fermo dei fratelli Filippo. Mario, al momento, è detenuto in carcere; Mathia, invece, si trova agli arresti domiciliari. Il loro legale, l’avvocato Ferruccio Mariani, ha già presentato ricorso al Tribunale della libertà di Catanzaro. Sui contenuti del colloquio intercettato, il penalistaperò minimizza: «Si tratta solo di millanterie, nulla di più. Parole in libertà». Pubblici ministeri e finanzieri non la pensano così. I fratelli Filippo sono infatti indagati per istigazione all’omicidio e truffa ai danni dell’Inps. Entrambi, infatti, avrebbero ricevute indebitamente somme spettanti a pensionati dei quali si sono spacciati come parenti. Mario ha ottenuto 13.000 euro, Mathia 15.602. Davvero niente male...

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