Giovedì, 13 Dicembre 2018
stampa
Dimensione testo
DIAMANTE (CS)

Invalido grave
INPS nega pensione

diamante, inps, invalidità, nicola, tdm, Calabria, Archivio

Anche il Tribunale del Malato dell’Alto Tirreno Cosentino, oltre al comitato di indignazione popolare, si schiera a difesa di Nicola, il disabile di Diamante a cui è stata sospesa l’indennità di invalidità, 275 euro al mese,  dall’INPS da anni nonostante la gravità oggettiva della situazione mentale dell’uomo e della sua famiglia, una famiglia di diversamente abili: Giuseppe, il fratello, non in grado di intendere e volere, vive chiuso in casa a causa di precarie condizioni di salute e il comune usa la sua stessa pensione per l’assistenza domiciliare. La sorella è affetta da morbo di Parkinson e rifiuta ogni cura pur di assistere i fratelli. Un altro fratello, tre anni fa, è stato  colpito da ictus e ricoverato in degenza in una RSA, dove poi è morto. Nel certificato rilasciato dal Centro di salute Mentale di Paola, il 10 maggio del 2010, in seguito a visita specialistica, il direttore dr. Giacomo Pantusa e lo psicologo del CSM, dott.ssa Rossana Castriota, scrivono che Nicola è affetto da “ritardo mentale grave”. E così scrive la psicologa del Dipartimento di Salute Mentale di Scalea, dott.ssa Monterisi: “ si evince comunque un grave peggioramento delle funzioni intellettive e del comportamento adattivo”.  Dopo anni di attesa l’esito da parte dell’INPS di Cosenza giunto l’8/2/2013, sei anni dopo che la pensione era stata sospesa .La diagnosi dell’istituto di previdenza parla  di :insufficienza mentale lieve in soggetto con turbe di comportamento. La commissione medica riconosce l’interessato invalido con riduzione permanente della capacità lavorativa dal 34% al 73%. Percentuale del 67%, quindi, niente indennità. “Chi conosce Nicola – afferma l’avv. Domenico Oliva, coordinatore territoriale del TDM – si pone la domanda di come possa fare a sopravvivere da solo nelle attuali condizioni economiche e i medici del Dipartimento di Salute Mentale hanno ben diagnosticato fotografando quella che è la sua reale condizione, della quale una intera popolazione è consapevole. Non riusciamo a immaginare come questo cittadino della Repubblica possa riuscire a sopravvivere senza quella misera pensione. Il problema che si pone è di sensibilità collettiva ma soprattutto pubblica e tale episodio suscita sdegno etico e sociale soprattutto perché destinatario ne è una persona debole”.

 

 

 

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook
  • Seguici su
X