Sabato, 22 Settembre 2018
PESCA

Allarme Lega Pesca:
settore in ginocchio

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Negli ultimi cinque  anni si sono persi 800 posti di lavoro, 110 imbarcazioni in meno, il valore della produzione è calato di 14 milioni di euro. Sono i dati impietosi della crisi che attanaglia il settore della pesca in Calabria. Ad aggravare la situazione la crisi economica, ma anche i tanti troppo divieti comunitari a cominciare dalle spadare, per passare alle ferrettare, per finire alle pesche speciali, su tutte rossetto e bianchetto. Sullo sfondo la disattenzione della regione, la mancanza di misure di sostegno come avvenuto ad esempio nella vicina Puglia dove sono stati attivati diversi progetti pilota con particolare attenzione alla piccola pesca costiera per piani sperimentali del rossetto ed “anche del bianchetto”.  Per i pescatori calabresi nessun intervento concreto! E’ un vero e proprio grido d’allarme quello lanciato dal Coordinamento regionale di Lega Pesca Calabria che torna a chiedere la dichiarazione dello stato di crisi della pesca calabrese, da accompagnare al varo urgente di un piano sperimentale per la pesca del rossetto e del cicerello e il decollo dell’Osservatorio regionale. “E’ bene ricordare che l’attività delle pesche speciali - afferma il segretario regionale di Lega Pesca, Salavatore Martilotti-  ha sempre rappresentato, oltre che una specificità della gastronomia regionale, tanto che il bianchetto viene definito “il caviale calabrese”, anche una significativa forma di integrazione del reddito di un cospicuo numero di operatori.  Il grido d'allarme che giunge dai piccoli pescatori costieri della nostra Regione è – prosegue Martilotti - il simbolo di una crisi che deve preoccupare perché ha colpito al cuore le marinerie storiche dei due litorali calabresi. Lega Pesca chiede infine alla Regione è di vigilare sulla corretta gestione dei GAC/FLAG per scongiurare che diventi una ulteriore occasione persa per la pesca calabrese. La possibilità di ottenere dalla UE il via libera alle pesche speciali giace non solo sulla necessità di dare attuazione pratica ai Progetti pilota, ma soprattutto sulla raccolta di dati ecobiologici e socioeconomici attendibili e certi.

 

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