Giovedì, 20 Settembre 2018
CASSANO

Chiesto l’ergastolo
per il killer

bruno emanuele, Calabria, Archivio
bruno emanuele

Un killer freddo e silenzioso, capace di uccidere con diabolica meticolosità, senza fare vittime collaterali. Un uomo abituato all’odore della polvere da sparo e al piombo “caldo” sparato dai fucili calibro 12. Bruno Emanuele, 48 anni, di Gerorcane, rischia l’ergastolo. Il pubblico ministero antimafia, Vincenzo Luberto, ne ha sollecitato la condanna al carcere a vita al termine dell’articolata requisitoria pronunciata, ieri, davanti alla Corte d’assise di Cosenza (presidente Antonia Gallo). Il magistrato ha raccontato come Emanuele fosse stato capace di uccidere, nel giugno del 2003, Nicola Abbruzzese, “reggente” della criminalità nomade sibarita. Un agguato compiuto
davanti alla caserma dei carabinieri di Cassano, senza sfiorare con un solo pallettone i minori che si trovavano in auto con la vittima. «Agì con una precisione chirurgica – ha detto il requirente – come già aveva fatto in altre occasioni, contando sull’appoggio di Antonio Forastefano, boss di Cassano, suo complice e mandante del delitto». Forastefano ed Emanuele erano amici per la pelle, compari di grilletto e soci nel traffico di droga. Killer implacabili e freddi capi di consorterie impegnate in sanguinose guerre di ’ndrangheta. Insieme avrebbero ucciso Francesco Bevilacqua. Per Forastefano il pm ha invocato 13 anni di reclusione.

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