Lunedì, 24 Settembre 2018
CHI SONO I CANDIDATI

Primarie centrosinistra
Si vota dalle 8 alle 20

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i candidati alle primarie PD

Tre firme e due euro per scegliere il candidato premier del centrosinistra. Sono i passaggi necessari per votare oggi, dalle 8 alle 20, alle primarie. Finora sono 800mila le persone che si sono registrate, online o negli uffici elettorali, e che, dopo aver ritirato il certificato elettorale negli uffici, domenica andranno direttamente a votare ma è anche possibile registrarsi e votare, facendo due file, domenica prossima, nel gazebo.

QUANDO SI VOTA: le primarie si svolgono oggi, dalle 8 alle 20. L'eventuale secondo turno si svolge domenica 2 dicembre 2012, negli stessi orari. Gli elettori che alle 20 del giorno delle votazioni si trovano ancora nei locali del seggio saranno ammessi a votare anche oltre il termine predetto.

CHI PUO' VOTARE: Possono votare i cittadini italiani e chi compie 18 anni entro il 25 novembre 2012, i cittadini dell'Unione europea residenti in Italia e i cittadini di altri Paesi in possesso di regolare permesso di soggiorno e di carta di identità. I cittadini italiani residenti all'estero potranno votare online sul sito 'Primarieitaliabenecomune.it'.

COME VOTARE: E' possibile preregistrarsi online sul sito 'Primarieitaliabenecomune.it' e poi andare all'ufficio elettorale di appartenenza, ricercabile sullo stesso sito, a ritirare il certificato con cui votare. Oppure andare direttamente nell'ufficio elettorale e mettere tre firme, passaggio necessario anche online: una per dichiarare di riconoscersi nella Carta d'intenti, un'altra come liberatoria alla privacy per formare l'albo degli elettori del centrosinistra e una terza che autorizzi il comitato del centrosinistra ad inviare in futuro mail su iniziative o appelli della coalizione. Dopo aver versato un contributo di almeno 2 euro, si riceve il certificato di elettore della coalizione di centrosinistra con cui andare domenica al seggio, muniti di documento di identità e tessera elettorale. Per chi non vuole preregistrarsi, sarà possibile fare tutto domenica al gazebo, dove ci saranno due file, una per chi deve solo votare e l'altra per chi deve anche registrarsi.

DOVE SI VOTA: Ogni elettore può votare solo nel seggio che include la propria sezione elettorale esprimendo un'unica preferenza in corrispondenza del candidato prescelto. Non sono ammessi al voto per le primarie coloro che non abbiano sottoscritto la Carta di intenti della Coalizione di centro sinistra 'Italia Bene Comune' o coloro che svolgano attività politica in contrasto con la coalizione di centro sinistra. I SEGGI: Vengono insediati sabato 24 novembre 2012 alle 18 oppure domenica 25 novembre 2012 alle 7. Restano aperti domenica 25 novembre 2012 (e in caso di ballottaggio il 2 dicembre) dalle 8 alle 20. Son composti da un presidente e da due scrutatori assicurando nel seggio una reale pluralità di presenze politiche. Ciascun candidato potrà designare rappresentanti di lista.

Presidente dell'Emilia Romagna negli anni '90, tre volte ministro con i governi Prodi e D'Alema, deputato dal 2001 e segretario del Pd dal 2009. E' lungo il curriculum di Pier Luigi Bersani, 61 anni, ma il leader democratico non ha alcuna intenzione di farsi rottamare da Matteo Renzi nella sfida delle primarie, convinto che "la ruota deve girare ma non prendendo a calci l'esperienza". Del suo luogo di origine, Bettola (Piacenza), e del lavoro del padre, benzinaio, Bersani ha fatto il punto di partenza della sua campagna per la candidatura a premier. Emiliano come Romano Prodi, il segretario Pd ha scalato dalla sua regione i vari gradini della carriera politica dopo essersi laureato in filosofia e una breve esperienza di insegnante. Prima consigliere regionale e poi presidente della Regione Emilia Romagna dal '93 al '96 quando Prodi lo chiama a Roma come ministro dell'Industria. Folgorato dal Pci di Berlinguer a 16 anni, come ha raccontato qualche giorno fa il fratello Giorgio, Bersani è stato responsabile economico del partito sotto la segreteria di Piero Fassino (2001), quando viene eletto anche deputato per la prima volta per poi provare tra il 2004 e il 2006 l'esperienza di europarlamentare. Prodi lo richiama in servizio come ministro per lo sviluppo economico, dove Bersani guadagna l'onore delle cronache con le "lenzuolate" di liberalizzazioni, espressione da lui coniata come gli aforismi che Crozza ha poi trasformato in tormentone. Sposato con Daniela, farmacista, ha due figlie Elisa e Margherita.

Matteo Renzi, 37 anni è sindaco di Firenze dal giugno 2009. Nel quinquennio precedente è stato presidente della Provincia di Firenze. Ex Margherita, vinse a sorpresa al primo turno le primarie del centrosinistra per la candidatura a sindaco. Diplomato al liceo classico Dante di Firenze e laureato in giurisprudenza. Nel 1994 ha fondato la Chil srl, società di marketing, di cui poi ha ceduto le quote. Ha cominciato l' attività politica nei comitati a sostegno di Romano Prodi e nel 1996 si è iscritto al Ppi diventandone nel 1999 segretario provinciale del partito. Ex scout, Renzi è sposato con Agnese, insegnante, e ha tre figli. La conquista del proscenio nazionale arriva poco più di un anno dopo l'elezione a sindaco: in una intervista chiede di "rottamare" la vecchia classe dirigente del Pd come precondizione per battere Berlusconi, suscitando attenzione e polemiche nel partito e fuori. E' sempre nel 2010 che chiama a raccolta i suoi sostenitori alla convention dal nome evocativo "Prossima fermata Italia" alla stazione Leopolda di Firenze, organizzata insieme al consigliere regionale lombardo Pippo Civati che poi sceglierà una strada diversa. Renzi lancia apertamente la sua sfida a Bersani per la candidatura a premier nel settembre scorso e affronta a bordo di un camper la campagna per le primarie. Le ultime polemiche che lo vedono protagonista riguardano la sua partecipazione ad una cena milanese con il mondo della finanza organizzata da David Serra.

Nicola Maria (detto Nichi) Vendola è nato a Bari il 26 agosto 1958 ed è cresciuto a Terlizzi, a una trentina di chilometri dal capoluogo, con il papà impiegato alle poste e la mamma casalinga. Famiglia cattolica e comunista, terzogenito di due fratelli e una sorella, dopo la maturità scientifica si è laureato in Lettere e filosofia all'Università di Bari con una tesi su Pier Paolo Pasolini. Nel 1991 è diventato giornalista professionista. Il comunismo - ha sempre raccontato - l'ha incontrato con suo padre e suo zio; nel 1972, a 14 anni, si è iscritto alla Federazione giovanile del Pci. Nel 1990 è entrato nel Comitato centrale del partito, "per me una scuola di intelligenze, una palestra della passione temperata dalla cultura" sottolinea sul suo sito. Nel 1992 è stato eletto deputato per la prima volta e quattro anni dopo ha ricoperto l'incarico di vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia. Deputato per quattro legislature, è stato poi fondatore di Rifondazione comunista. Omosessuale dichiarato, è stato promotore di Arcigay e Lila. Nel gennaio 2005 ha battuto Francesco Boccia alle primarie del centrosinistra in Puglia e il 4 aprile successivo è stato eletto presidente della Regione. A gennaio del 2009 ha lasciato il Prc e fondato Sinistra ecologia e libertà di cui è il leader. L'anno successivo ha battuto, per la seconda volta, Boccia nelle primarie pugliesi di coalizione e si è riconfermato governatore.

 "Sarà una scalata a mani nude, senza corde, reti e paracadute. Ma io credo ne valga la pena": Laura Puppato, capogruppo del Pd in consiglio regionale del Veneto, aveva chiuso così la 'lettera aperta' che a sorpresa annunciava a metà settembre la sua discesa in campo per le primarie del centro sinistra. Una lunga 'cavalcata', quasi da 'outsider' e unica donna del gruppo dei 'fantastici 5', con tappe in tutta Italia e che si concluderà sabato sera a Padova. Poi, domenica, l'attesa dei risultati a Montebelluna (Treviso). Dalla cittadina veneta era cominciata l'avventura politica di Laura Puppato, imprenditrice e madre di due figli, con la presentazione di una lista civica alle amministrative sostenuta dall'Ulivo. Nel 2002 l'elezione a sindaco di Montebelluna, esperienza durata quasi dieci anni. Nel 2009 si è presentata alle elezioni europee, risultando la prima dei non eletti della circoscrizione Nord-est con oltre 59mila preferenze. L'anno successivo, l'elezione al consiglio regionale veneto con 26.230 voti nelle file del Pd - di cui ha preso la tessera al momento della costituzione dopo una attività politica senza tessere di partito in tasca - e l'incarico di capogruppo.

 Bruno Tabacci è nato nel 1946 a Quistello, uno dei paesi del mantovano devastati dai terremoti dello scorso maggio. Laureato in Economia e Commercio all'Università di Parma, ha iniziato la sua carriera politica nella Dc e l'ha continuata coltivando l'idea di 'centro'. Negli anni Ottanta è stato direttore dell'ufficio studi del Ministero dell'Industria con Giovanni Marcora e poi della segreteria tecnica del Ministero del Tesoro con Giovanni Goria. E' stato consigliere comunale in diversi paesi del mantovano, poi è stato eletto, sempre per la Dc, al consiglio regionale della Lombardia. Dal 1987 al 1989 è stato anche presidente della Regione. Nel 1992 è stato eletto deputato nelle liste della Democrazia Cristiana. Ha fatto parte del cda di Eni, Snam, Efibanca e nel 1999-2000 presidente dell'Autocisa. In Parlamento è tornato nel 2001 come deputato eletto con la Casa delle Libertà. Ha aderito al gruppo dell'Udc ed è stato nominato presidente della commissione Attività produttive, mostrando posizioni anche critiche nei confronti del governo di centrodestra, ad esempio votando no alla devolution. Nel 2005 si è candidato al consiglio comunale di Milano ma con 1.232 preferenze non è stato eletto. Nel 2006 è stato riconfermato a Montecitorio con l'Udc. Nel 2008, insieme a Savino Pezzotta, ha dato vita alla 'Rosa Bianca' e poco dopo è stato rieletto deputato, iscrivendosi al gruppo dell'Udc che ha lasciato nel 2009 per fondare con Francesco Rutelli l'Api. Alle scorse elezioni comunali di Milano ha dato il suo appoggio al candidato di centrosinistra Giuliano Pisapia ed è diventato assessore al Bilancio della sua giunta.

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