Martedì, 18 Settembre 2018
CENTROSINISTRA

Primarie, alle 17.30
2.400.000 elettori

Al voto fino alle 20 per le primarie del centrosinistra. In lizza per un posto da candidato a premier ci sono Pier Luigi Bersani, Matteo Renzi, Nichi Vendola, Bruno Tabacci e Laura Puppato che ieri hanno chiuso la campagna elettorale con gli ultimi appelli e messaggi. Si voterà fino alle 20.

 

Sono stati 2 milioni 450 mila fino alle 17.30 i cittadini che, armati di pazienza, si sono messi in fila per votare alle primarie del centrosinistra. Lunghe code in tutta Italia, ma niente caos, ai seggi e anche Matteo Renzi, che ha votato nel pomeriggio dopo aver corso la maratona di Firenze, ne ha fatto le spese aspettando un'ora e mezza prima di votare.

Hanno provato ad esprimere la loro preferenza anche alcuni esponenti di centrodestra, dal leader della Destra a Parma ad due ex leghisti a Novi Ligure, ma i presidenti di seggio hanno applicato rigorosamente le regole.

Al di là dell'esito del voto, tutti i candidati sono molto soddisfatti e anche Romano Prodi e il primo segretario del Pd Walter Veltroni, senza dire per chi hanno votato, esultano "per questa grande macchina di democrazia". Ha invece infranto il voto del silenzio il leader Cgil Susanna Camusso, che, ammettendo di aver votato per Pier Luigi Bersani e definendo "un problema" la vittoria di Matteo Renzi su temi come il lavoro, si è attirata gli strali dei renziani. Ma la polemica sulla Camusso e un piccolo giallo su 4mila certificati elettorali scomparsi a Manfredonia sono per ora gli unici nei di una giornata che Bersani come Renzi e Vendola hanno definito "una grande festa".

 

CAMUSSO AL VOTO: VITTORIA RENZI SAREBBE PROBLEMA - Anche il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ha votato alle primarie del centrosinistra. Lo ha confermato la stessa Camusso partecipando al programma 'In mezz'orà su Raitre. Il segretario ha votato a Roma, facendo la fila ai gazebo di Piazza Verbano. Una vittoria di Renzi, ha detto, "sarebbe certamente un problema. Le sue proposte sul lavoro sono molto distanti dalle nostre e sono un problema per il Paese". "Ho votato Bersani", ha affermato.

BERSANI: OGGI E' UNA FESTA, LA CONTESA E' FINITA - "Oggi è una festa, la contesa é finita, adesso decidono gli elettori e sceglieranno il migliore. Abbiamo fatto un regalo a noi e all'Italia, abbiamo dato una prova che la gente vuole partecipare, è matura, vuole discutere e scegliere, e che quindi l'Italia ha delle energie dal lato della politica. La politica è partecipazione, le cose si stanno svolgendo bene fin qui, e dal giorno dopo saremo più forti come progressisti". Lo ha detto a SkyTg24 il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, che questa mattina ha votato a Piacenza per le primarie del centrosinistra.

"La gente vuole partecipare, io ne ero sicuro quando ho detto 'facciamo le primarie, facciamole aperte' - ha aggiunto Bersani - La gente sta partecipando, poi certo hanno aiutato le novità, la competitività di questo confronto, dal lato della freschezza e anche di nuove presenze, dal fatto che il segretario diceva 'guardate e scegliete, non e' detto che sia iò. L'insieme di queste cose ha creato un meccanismo positivo che è utile al Paese. Mi auguro francamente che anche la destra faccia le primarie, è tutta salute".

Bersani ha votato questa mattina nella sede dell'ex-Circoscrizione 2, a meno di un chilometro da casa sua. Al seggio era con la moglie, Daniela Ferrari, e le due figlie, Margherita ed Elisa. "Quella di oggi è una festa della democrazia - ha ribadito con i giornalisti il segretario del Pd - Di campagne elettorali io me ne intendo, ne ho fatte parecchie, questa è stata una meraviglia. Una partecipazione incredibile, che io mi aspettavo perché ci ho creduto fin dall'inizio in queste primarie, ma sono rimasto colpito dal risveglio di attenzione, dalla mobilitazione e dalla civiltà di confronto che hanno espresso". 

"Qualche sbavatura c'é stata, ma d'altro canto questa è una competizione vera, però nell' insieme abbiamo mostrato di essere un popolo di progressisti, di gente che conosce le proprie responsabilità davanti al Paese. Per quanto mi riguarda posso dire di aver utilizzato questa campagna elettorale per mettere l'orecchio a terra rispetto ai problemi dell'Italia, abbiamo incontrato le difficoltà e le energie del Paese, abbiamo discusso con tanta gente e credo che oggi tutti noi cinque abbiamo le idee più chiare sull'Italia".

"A noi interessa organizzare i progressisti, quelli che hanno voglia di caricarsi della responsabilità di Governo - ha aggiunto, parlando della coalizione - dopo di che diciamo a questi progressisti: non siate settari, apritevi a una responsabilità con forze moderate che siano però europeiste e democratiche, contro derive populiste e revival berlusconiani o leghista".

"Vincere al primo turno sarà difficile perché abbiamo voluto anche il secondo turno e siamo in cinque", ha detto Bersani rispondendo alla domanda su quali saranno i suoi primi passi se dovesse vincere le primarie. "La prima cosa - ha spiegato - è cercare di far capire agli italiani che io vorrei proprio cambiare linguaggio rispetto a quello di questi ultimi anni: basta favole, possiamo farcela però dicendoci la verità. Non è questione per un candidato di dover piacere, ma di poter essere creduto. Se non partiamo da lì, dallo stravolgere quella linea tutta comunicativa ma senza sostanza che ci ha portato al disastro, non andiamo da nessuna parte".

"Il giorno delle primarie? Io lo passo tranquillamente in famiglia", ha aggiunto. Il segretario del Pd è partito subito dopo con la moglie e le figlie per Bettola, il suo paese natale sulle colline della Valnure, da dove ha dato il via alla sua campagna per le primarie davanti alla pompa di benzina che fu del padre. Pranzo a casa dei suoceri, Gino e Carla, con uno dei suoi piatti preferiti: il merluzzo in umido con la polenta. Poi in serata il ritorno a Piacenza e l'attesa dell'esito delle elezioni probabilmente dividendosi tra casa sua, una villetta in un quartiere residenziale di Piacenza, il 'Bersani point' nella centralissima piazza Cavalli e la sede provinciale del Pd, poco distante.

RENZI: GENTE TORNATA ALLA POLITICA, E' GIA' VITTORIA - "Abbiamo riportato la gente ad appassionarsi alla politica, e la politica ad occuparsi di temi concreti: per questo viene naturale dire che abbiamo già vinto". Lo ha detto, fermandosi a chiacchierare con i giornalisti prima della partenza della Firenze Marathon, il sindaco di Firenze Matteo Renzi, parlando delle primarie. "Poi, ovviamente - ha proseguito sorridendo - arrivati all'ultimo miglio, viene anche voglia di provare a vincere fino in fondo".

In caso perdesse, ha spiegato il sindaco, "oltre alla straordinaria esperienza di popolo che sono state queste primarie, resterà la voglia di far sì che il Pd non sia più una riedizione 2.0 del Pci, ma sia un partito che profuma di futuro, e per questo continuerò a battermi". Ai cronisti che gli hanno chiesto come mai tutti i dirigenti del partito democratico stessero con Bersani, Renzi ha risposto che "con noi abbiamo 12 parlamentari su 300, poco più del 3% ma stasera, vada come vada, avremo più del 4% tra i cittadini". 

"Dimostriamo che esiste un Paese diverso da quello che vediamo in tv e nei sondaggi, un Paese che non ha paura di riformarsi, che non vuole rimanere sempre uguale a se stesso". Ha scitto Renzi in un post su Facebook di 'Cambiamo l'Italia.Adesso!'.

Matteo Renzi è arrivato al seggio in piazza dei Ciompi a Firenze nel pomeriggio accolto da un gran numero di giornalisti e telecamere che lui ha allontanato per fare la registrazione e poi mettersi in coda per votare. "Le regole non le ho fatte io e faccio due ore di coda come tutti", ha detto ai giornalisti. Al suo arrivo ha scambiato due chiacchiere con alcuni elettori, che lo hanno accolto con un applauso. Altri, invece, gli hanno gridato: "Mettini in coda!". E lui ha risposto : 'Lo sto facendo''. Dopo le operazioni di registrazione, il sindaco di Firenze è di nuovo uscito dal seggio per fare la fila insieme a tutti gli altri, sempre inseguito da telecamere e giornalisti. Per consentire le operazioni di registrazione, gli operatori tv e i fotografi sono stati fatti allontanare dal seggio. Più volte Renzi ha chiesto ai giornalisti di non fargli domande anche per rispetto degli altri.

VENDOLA VOTA A TERLIZZI, SONO FIDUCIOSO - "Sono fiducioso, andrò al ballottaggio". Lo ha detto Nichi Vendola, subito dopo aver votato questa mattina a Terlizzi per le primarie del centrosinistra. Vendola ha votato poco dopo mezzogiorno seguito da una selva di telecamere e macchine fotografiche. "E' sempre un'emozione votare a casa o nella propria città", ha detto ai giornalisti il presidente della Regione Puglia ribadendo l'importanza delle primarie per il centrosinistra perché sono il simbolo "del dibattito interno al partito ma anche l'espressione della voglia di fare buona politica".

TABACCI VOTA A MILANO, 20 MINUTI IN CODA - Il candidato dell'Api alle primarie del centrosinistra Bruno Tabacci ha votato a Milano, attorno alle 11.30, nel seggio allestito in un centro civico in largo Corsia dei Servi, vicino a piazza Duomo. Tabacci, a causa dell'alta affluenza alle urne, ha dovuto attendere una ventina di minuti in coda prima di poter esprimere la propria preferenza.

L'affluenza è buona, a Milano c'era molta gente. Il senso di questa iniziativa politica è stato compreso, è un modo per riavvicinare la gente alla politica. Non sono le primarie del Pd, è una cosa molto più ampia. Pd è asse portante ma la cosa è più ampia, se fosse un Congresso di partito non avrebbe avuto tutto questo successo. Queste le parole di Bruno Tabacci a Tgcom24. Grillo dice che questa giornata verrà ricordata come il "giorno dei morti"? Oggi è un giorno che esprime una grande vitalità, il linguaggio di Grillo è sempre dissacrante. Registro che in questo ultimo mese abbiamo dato prova di compostezza e serietà, se altri vogliono organizzare una proposta diversa è legittimo, meno si attardano sulle questioni personali e meglio è. Le aspettative sono che ci sia un grande successo. La mia presenza ha una dimensione margine quanto a posizionamento politico ma centrale quanto ai contenuti. Se si governa a Milano si può governare anche in Italia.

PUPPATO, TROPPO BREVI, SORPRESE A BALLOTTAGGIO - "Le primarie sono state troppo brevi. In caso di eventuale ballottaggio penso che potranno esserci anche delle sorprese". Lo ha detto Laura Puppato, candidata alle primarie del centrosinistra, a SkyTg 24.

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