Lunedì, 24 Settembre 2018
INCHIESTA ELETTRODOTTO

No al sequestro preventivo
il GIP rigetta richiesta

Un nuovo tassello nell’inchiesta coordinata dal procuratore capo del tribunale di Cosenza, Dario Granirei,  sull’elettrodotto Laino-Feroleto-Rizziconi  ricadente nel comune di Montalto Uffugo. Il GIP, Salvatore Carpino, ha rigettato  la richiesta di sequestro preventivo del tratto compreso tra le campate 72 e 82 , per intenderci quelle che attraversano le frazioni di Lucchetta e Pianette, avanzata dalla procura. Secondo il GIP allo stato e alla luce delle consulenze tecniche disposte dal pm e affidate a due esperti dell’Unical,   non ci sono evidenze che proverebbero il superamento delle soglie d’allarme dei livelli di inquinamento dei campi elettromagnetici né soprattutto di effettiva e accertata capacità delle onde emesse dall’impianto,  di ledere o molestare le persone esposte. In poche parole per il GIP non sarebbe provata la correlazione del reale pericolo sulla salute dei cittadini, che ricordiamo nella zona di Pianette e Lucchetta, convivono con i cavi dell’elettrodotto a poca distanza dalle case e che hanno denunciato un aumento anomalo di patologie anche tumorali. Il pericolo, per assumere i contorni del reato penale, deve essere concreto e non astratto –scrive il GIP -  e deve essere accertato e obiettivo. In questo caso si rileva solo il mancato rispetto delll’obiettivo di qualità che rientra nell’illecito amministrativo e quindi il provvedimento di sequestro che rientra nella fattispecie penale, non può essere accolto. Il procuratore Granirei aveva avanzato la richiesta di sequestro per poter imporre alla Terna e al suo amministratore delegato Flavio Cattaneo, iscritto nel registro degli indagati alcune prescrizioni, come il monitoraggio costante delle emissioni, la riduzione del 30% della corrente  in servizio normale, il calcolo delle fasce di rispetto. Prescrizioni utili anche per la valutazione delle emissioni, quindi del rischio, e a salvaguardia della salute dei cittadini, obiettivo primario dell’inchiesta della procura  di Cosenza. Di fronte al rigetto del sequestro non è escluso che  il procuratore presenterà appello.

 

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