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Il Dipartimento della Protezione civile ha convocato la Commissione nazionale Grandi Rischi - settore Rischio sismico per analizzare lo sciame sismico in atto nel Pollino, "come era già stato previsto di fare per affrontare il tema delle sequenze sismiche che periodicamente e ripetutamente interessano diverse aree del Paese". Commentando poi le preoccupazioni espresse dal sindaco di Mormanno (Cosenza), il Dipartimento ribadisce quanto scritto dal capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, al primo cittadino calabrese lo scorso 13 settembre. "Ad oggi - scriveva il prefetto - non ci sono metodi riconosciuti dalla scienza per prevedere il tempo ed il luogo esatti in cui avverrà un terremoto e, quindi, in nessun modo, si può rassicurare o meno la cittadinanza sull'eventualità che si verifichi una forte scossa in qualsiasi momento. Anche lo studio di sequenze sismiche come quella in atto nell'area del Pollino non consente oggi di fare previsioni. Al contrario - sottolineava - conosciamo bene quali sono le zone più pericolose del Paese e tra queste vi è senza dubbio l'Appennino meridionale. In particolare i Comuni attualmente interessati dalla sequenza sono classificati in zona sismica 2: si tratta di territori in cui devono essere applicate specifiche norme per le costruzioni. Ô, infatti, attraverso la corretta applicazione delle norme, sia nella realizzazione delle nuove costruzioni sia negli interventi di rafforzamento di quelle esistenti meno resistenti al sisma, che si fa realmente prevenzione e si possono ridurre con efficacia gli effetti di un terremoto". (ANSA)

 

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