Venerdì, 03 Dicembre 2021
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CSA-CISAL: "Il tugurio dell'ufficio protocollo della Cittadella: si tutelino i lavoratori" - FOTO

L’ufficio del protocollo generale è l’avamposto della Cittadella regionale. Un settore storicamente nevralgico dove confluisce la corrispondenza dell’Ente. Nonostante questo rilievo “strategico”, tuttavia il luogo dove sono “costretti” a lavorare i dipendenti è inadeguato. Siamo in un ufficio - denuncia il sindacato CSA-Cisal - dove realmente la salute e la sicurezza dei lavoratori potrebbe essere seriamente messa a rischio. A parlare sono le immagini (che si allegano).

TUTTE LE CRITICITA’ DEL LOCALE

I finestroni per evitare che entri l’aria gelida esterna (ricordiamo che l’ufficio protocollo è al piano terra all’esterno della Cittadella) sono “trattenuti” con soluzioni artigianali(ossia fascette serracavi in plastica). Gli impianti di areazione e ventilazione sono proprio sulla testa di alcuni dipendenti e quindi per evitare probabili effetti indesiderati una parte del soffitto è coperto con materiale da cancelleria. In alcuni punti le pareti sono addirittura coperte da fuliggine. C’è una selva di cavi volanti fra le diverse scrivanie e le torrette elettriche presenti, quando va bene, sono “incatenate” (letteralmente con catenelle) o, in altri casi, trattenute con fascette serracavi in plastica. Chiunque vi entri potrà notare anche un senso di sporcizia e trascuratezza (muri e sedie imbrattate e decisamente malconci), oltre che ad un’assai infelice disposizione degli armadi dove viene collocata la posta. Assolutamente inadeguati.  Se va bene sono troppo piccoli, quando va peggio praticamente sono aperti senza nessuna chiusura a chiave: ossia la posta di tutti i dipartimenti è praticamente consultabile da chiunque alla faccia della privacy e della riservatezza. Ci sono anche le reliquie: etichettatrici non funzionanti. In ultimo, pochissimo tempo fa, in pieno giorno è caduto un pannello dell’open space, per fortuna senza aver colpito o ferito nessuno. E dire - fa notare il sindacato CSA-Cisal - che in questo “tugurio” ci lavorano, eroicamente, undici dipendenti senza contare gli accessi quotidiani dei corrieri, dei postini e degli utenti esterni.

NESSUNA RILEVAZIONE DELLA TEMPERATURA CORPOREA

L’ufficio del protocollo generale è talmente discriminato che nessuno si è posto il problema che l’accesso è stato “libero”, ossia senza le precauzioni nonostante il Covid. In pratica, non viene rilevata la temperatura corporea a differenza di quanto avviene all’ingresso principale della Cittadella. Qualcuno aveva provato a sollevare il problema al settore “Economato” che tuttavia ha così risposto: “… il Datore di Lavoro ha confermato che i presidi già in uso sono sufficienti a garantire la sicurezza dei lavoratori e che la rilevazione della temperatura non è obbligatoria, si comunica che non si rilevano le condizioni perché questo settore possa procedere all’attivazione del servizio…”. Insomma, non ci sarebbe bisogno secondo il settore “Economato”, come se i dipendenti dell’ufficio Protocollo generale godessero di un’immunità speciale al Covid rispetto agli altri dipendenti regionali. Eppure, in quel locale - che sembrerebbe essere inidoneo - circolano corrieri, postini e utenti esterni. Dunque, i rischi ci sono, eccome.

CHI HA CERTIFICATO L’IDONEITA’ DEI LOCALI?

L’inidoneità dei locali e le difficili condizioni sopportate dai lavoratori sono state altresì denunciate dalla responsabile dell’ufficio protocollo diverso tempo addietro. In data 14 aprile, scriveva all’allora dirigente di settore competente una mail con un oggetto piuttosto eloquente: “Segnalazione situazione rischi per la salute dei lavoratori”. La dirigente di settore a sua volta chiedeva all’ufficio tecnico di effettuare un sopralluogo per tentare di porre rimedio alla questione degli spazi e al problema dell’aria fredda che arriva dall’impianto di condizionamento nell’ufficio protocollo. Peccato, che i referenti dell’ufficio tecnico non diedero disponibilità al sopralluogo richiesto per il giorno successivo. Parrebbe che da allora, a distanza di sette mesi, nessuna verifica formale sia stata eseguita all’interno dell’ufficio protocollo generale. Semmai fosse avvenuta sarebbe il caso di rendere noto il relativo verbale.

NECESSARIO UN SOPRALLUOGO DEL DATORE LAVORO

Non è tollerabile che dipendenti regionali debbano subire quotidianamente questa umiliazione di lavorare in condizioni proibitive in Cittadella regionale. L’ufficio protocollo è uno dei biglietti da visita dell’Ente. Se questo è lo stato in cui versano i locali dove è ospitato, siamo messi davvero male. Alla luce di queste condizioni - domanda il sindacato - l’Ufficio Protocollo generale può garantire un’efficace ed efficiente funzionalità? Considerato che sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori non si scherza, chiediamo un immediato sopralluogo del Datore di Lavoro e del RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione) affinché tutte queste clamorose criticità vengano accertate e risolte definitivamente, non escludendo l’ipotesi di una nuova collocazione in locali più grandi, idonei e dignitosi ad ospitare i lavoratori, quantomeno senza le criticità presenti nell’attuale. Non è giusto - conclude il sindacato CSA-Cisal - che esistano all’interno della stessa Amministrazione, lavoratori che non possano svolgere le proprie funzioni nella totale sicurezza e senza rischi per la loro salute.

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