Venerdì, 23 Agosto 2019
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IL CASO

Ricorso in Vaticano contro la soppressione della Fondazione Natuzza

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La vicenda dello scontro sulle modifiche delle statuto tra la fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” e il vescovo monsignor Luigi Renzo è già approdata negli uffici della Curia vaticana. Dopo il “no” del vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea monsignor Luigi Renzo a sospendere il drastico provvedimento di soppressione come persona giuridica dell’opera che la Serva di Dio Natuzza Evolo considerava la sua sesta figlia e la più amata, il consiglio d’amministrazione dell’ente morale di Paravati ha deciso di appellarsi alla congregazione per il clero.

Il relativo ricorso è stato già inoltrato e ricalca in linea di massima i contenuti della supplicatio rispedita nel giro di poche ore al mittente dall’ordinario diocesano. Anche se l’impresa sembra piuttosto ardua l’ intento dei ricorrenti è quello di ottenere dalla congregazione per il clero la revoca previa sospensiva del provvedimento del tre luglio scorso con cui l’ordinario diocesano ha disposto la soppressione della fondazione come ente religioso e che in breve tempo potrebbe portare al trasferimento del patrimonio della Villa della Gioia ad altri enti con le medesime finalità indicati dall’ordinario diocesano. In merito, il Ministero dell’ interno – come ha già fatto sapere la Curia vescovile qualche settimana fa - si è già mosso in questa direzione chiedendo all’ ordinario diocesano di indicare a chi devolvere i beni.

Da qui era seguito l’invito da parte dello stesso presule ai soci dell’ente morale di Paravati a “costituire nel minor tempo possibile, una nuova Fondazione civilmente riconosciuta con finalità e presupposti sociali e assistenziali, senza riferimenti ad attività religiose di qualsiasi tipo”. Ciò al fine di consentire al vescovo “di indicare proprio la fondazione con la nuova personalità giuridica, quale ente destinatario del patrimonio e delle strutture realizzate”. Un patrimonio che ammonta a svariati milioni di euro, frutto soprattutto delle generose offerte di centinaia di migliaia di fedeli sparsi in ogni parte del mondo che negli anni a partire dal 1987 hanno contribuito senza risparmio alla nascita delle opere volute dalla mistica, comprese le strutture assistenziali già realizzate e le altre in via di completamento per dare sostegno e conforto agli ammalati e ai più bisognosi.

“Abbiamo prodotto questo ulteriore ricorso – afferma il presidente della fondazione Pasquale Anastasi – in quanto noi vogliamo che l’opera di Mamma Natuzza prosegua il suo cammino come ente religioso”.

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