Domenica, 20 Ottobre 2019
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LA LETTERA

Pd in Calabria, Controcorrente al vicesegretario Orlando: "Si apra una nuova fase"

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Andrea Orlando

L'associazione politico-culturale Controcorrente scrive al vicesegretario del Pd Andrea Orlando ponendo l'accento su tre questioni calabresi: «Caro vicesegretario Andrea Orlando, benvenuto in Calabria, una terra che già ti ha visto presente nel recente passato e nella quale non mancano compagni a te storicamente vicini - recita il comunicato -. Ti diamo il benvenuto con la richiesta di favorire, raccogliere e trasmettere una nuova narrazione della situazione calabrese».

«In particolare - spiega l'associazione -, ci permettiamo di porre alla tua attenzione tre questioni che possono, nel loro carattere pratico, indirizzare una nuova fase del partito in Calabria. In primo luogo, l’attuale disarticolazione del nostro partito regionale impedisce uno svolgimento del congresso in tempi brevi. La presenza di un commissario regionale ha significato la presa d’atto, da parte del livello nazionale, di una situazione eccezionale, nella quale organismi e livelli periferici non hanno funzionato in modo da garantire un’azione politica continua e incisiva a livello regionale e provinciale. Da questa presa d’atto, avvenuta solo pochi mesi addietro, ad oggi nulla è cambiato».

«In secondo luogo, auspichiamo una maggiore presenza del commissario Graziano sui territori calabresi. Maggiore presenza che non potrà realizzarsi diversamente che attraverso la messa in mora degli attuali e inefficaci presidi provinciali e il loro superamento con figure e commissioni di guida più rappresentative delle attuali dinamiche politiche nei vari territori. Ricordiamo che, in provincia di Cosenza, l’ultima magra figura di una lunga serie di sconfitte, è stata l’assenza di liste e candidati sindaci ufficiali del Pd nelle ultime importanti  sfide amministrative, conseguenza di un’assenza di iniziativa politica negli ultimi anni».

«Infine, vogliamo sottolineare che le vicende delle prossime elezioni regionali non saranno vicende confinabili e derubricabili a questione locale ma avranno ripercussioni sull’immagine nazionale del partito e del segretario Zingaretti, così come è stato in passato, soprattutto nel caso della segreteria Renzi. È perciò responsabilità del segretario nazionale indicare la necessaria svolta e non delegarla a primarie che in Calabria sono, da sempre e attualmente in maggior modo per lo stato in cui versa il partito, pratiche di dubbia moralità e di scarso coinvolgimento di chi non è già inserito nei meccanismi istituzionali e partitici» conclude Controcorrente.

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