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Coronavirus, la doppia urgenza in Calabria: settemila imprese rischiano di sparire

La doppia emergenza. La Calabria subisce l'avanzata del Coronavirus a suon di morti e contagiati e, nel contempo, sopporta gravissime conseguenze economiche. Confcommercio, dopo le proteste inscenate da ristoratori, proprietari di bar e titolari di palestre e piscine, offre le cifre di un disastro annunciato.

I numeri appaiono chiari e non sono certo frutto di calcoli approssimativi. Il rapporto redatto dal Centro studi dell'associazione rivela, infatti, che questi settori complessivamente rappresentano l'8% (18.175) delle localizzazioni di impresa attive nella nostra regione (che risultano essere 220.055) e impiegano il 10% (38.364) degli addetti complessivi (378.882). Il dato drammatico è che il 40% di queste imprese (7.270) rischia di scomparire se le misure restrittive si prolungheranno, con una conseguente perdita di 15.346 posti di lavoro.

L'edizione integrale dell'articolo è disponibile sull'edizione cartacea della Gazzetta del Sud - edizione di Messina. 

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